CHIUSA al pubblico dalla fine del 2005 per il concreto rischio di crolli (l'ultimo nel 2010), la Domus Aurea potrebbe riaprire fra quattro anni. A patto però che si trovino 31 milioni di euro per realizzare il nuovo sistema di protezione esterno, fondamentale per salvare la reggia di Nerone da infiltrazioni e radici che minacciano le sue volte e i suoi affreschi, in corso di restauro e consolidamento da 7 anni, con 18 milioni di euro spesi finora. Lo Stato, dichiara il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, «farà la sua parte, ma mi aspetto che intervengano anche i privati. Troverei assurdo e scandaloso che, su un progetto che sarà osservato da tutto il mondo, non ci fosse un'impresa italiana pronta a intervenire come mecenate, ora che l'Art Bonus prevede un credito d'imposta del 65». Un vero e proprio appello, visto che per finanziare il progetto definitivo di protezione della Domus e di un nuovo giardino "sostenibile", presentato ieri dopo anni di polemiche, le scarse risorse del ministero difficilmente basteranno. Il progetto "tecnologico" della Soprintendenza archeologica prevede lo sbancamento dell'attuale giardino per un'area di 16 mila metri quadri: uno scavo archeologico metterà in esposizione la superficie del monumento per il consolidamento e la ricucitura delle lesioni. A quel punto, sul piano antico, verrà realizzato un sistema integrato di protezione a 4 strati, inferiore a un metro di spessore, che abbatterà del 70 il peso del terreno che oggi "schiaccia" le strutture. E permetterà di regolare l'umidità interna e di stabilizzare la temperatura, con 22 bacini di drenaggio (il primo è in costruzione nel cantiere-pilota) e un'intercapedine riempita di materiale coibente. In superficie nascerà un nuovo giardino: gli alberi, spiega la soprintendente Mariarosaria Barbera, verranno rimossi «perché le radici penetrate all'interno si stanno nutrendo degli intonaci », distruggendo gli affreschi studiati fin dal Rinascimento dagli artisti che si calavano nella Domus dai buchi nelle volte. Al loro posto saranno piantate essenze floreali. «Il giardino racconta la direttrice, Fedora Filippi ricorderà l'architettura della Villa e delle Terme di Traiano, costruite su di essa, con alcune "citazioni" ». Un pergolato riprenderà il tracciato del portico antico che cingeva le Terme, mentre alcune "finestre" in superficie offriranno scorci del maestoso complesso ipogeo costruito da Nerone dopo l'incendio del 64. Certo, ci vorrà il placet del Comune, proprietario del parco. Solo dopo la sistemazione esterna si potrà intervenire sulla pellicola pittorica degli affreschi. Nel frattempo, per ottobre la Soprintendenza sta pensando a un workshop scientifico e a visite contingentate per il pubblico. «La Domus Aurea può diventare uno dei luoghi più attrattivi al mondo conclude Franceschini Ma ci sarebbero anche delle cose immediate da fare, di competenza del Comune: è davvero strano che sopra la Domus ci sia un parco in stato di degrado».