Oggi l'ho capito chiaramente-lo sapevo già, naturalmente - che non tira una buona aria per le soprintendenze statali della Repubblica italiana»: così irrompe sulla scena degli Stati generali della Cultura Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani («lavoro, tecnicamente parlando all'estero»). E si capisce subito che il peggio deve ancora arrivare. «Avete sentito prima l'intervento di Benito Benedini? Avete sentito quello che ha detto sui Bronzi di Riace all'Expo di Milano? E significativo del clima che in questo momento stiamo vedendo, con le soprintendenze come luogo della burocrazia, del veto...». Il riferimento è all'interrogativo che si era posto il presidente del Gruppo 24 Ore sul "no" allo spostamento dei Bronzi di Riace per questioni di sicurezza. Per Paolucci è l'inizio di un intervento polemico e sanguigno in difesa della tutela e conservazione del patrimonio e del lavoro delle soprintendenze versus la volontà di valorizzazione e l'introduzione di figure manageriali che agiscano accanto al soprintendente. Argomenti, questi ultimi, emersi nel corso della mattinata all'Auditorium Conciliazione. «Queste povere soprintendenze già sono state depotenziate dalla sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione», è andato avanti Paolucci. «Con la tutela allo Stato e la valorizzazione agli Antonio Paolucci enti locali, tutto si sta risolvendo, come era facile prevedere, in un ossimoro, perché i contenziosi fra la tutela dello Stato e la valorizzazione promossa dagli enti locali sono innumerevoli». E poi, in un crescendo accorato e sostenuto dagli applausi (peraltro bipartisan, in platea), si è rivolto al ministro Franceschini per scongiurare altre «riforme dell'amministrazione dei beni culturali. Ne abbiamo viste troppe e sono state sempre peggiorative. C'è stata una sola grande riforma dei beni culturali. L'ha fatta nel 1939 Giuseppe Bottai, il più grande ministro della cultura che l'Italia moderna abbia avuto». Non è mancata una stoccata a «questi concetti americanizzanti, come le fondazioni, la valorizzazione, il manager. Quale manager? Quando un soprintendente è bravo e serio sa condurre i suoi musei nel modo giusto ed efficace.