Gentile Corriere della Sera, vorrei segnalare un episodio che mi ha lasciato decisamente perplessa. Qualche giorno fa sono tornata a visitare quella meraviglia della storia dell'arte che è Villa Adriana a Tivoli: un luogo magico e affascinante, che i turisti vengono a vedere da tutto il mondo. Devo dire però di essere rimasta sinceramente sconcertata e inorridita nel constatare che una delle parti più belle della Villa, quella delle terme, era chiusa al pubblico, perché occupata e sconvolta da gazebo, pedane, cavi elettrici, riflettori, camper e persino condizionatori d'aria. Il tutto perché era in corso l'organizzazione di un sedicente congresso. Ho chiesto ragione di un simile scempio a un gentilissimo addetto, che ovviamente non mi ha dato alcuna risposta, anche se in via «ufficiosa» mi ha spiegato di essere d'accordo con me. Mi domando di chi sia la responsabilità di tutto questo e chi possa concedere simili permessi. Perché, diciamoci la verità: è perfettamente inutile che si portino le scolaresche a visitare i monumenti storici e artistici del nostro benissimo Paese, se poi diamo loro questi esempi di spregio e di non rispetto. Rosella Cusani Bonomo Gentile signora, alcune zone della villa dell'imperatore Adriano a Tivoli, in questo momento, sono occupate dalle strutture che hanno ospitato il 25 aprile e che ospiteranno giovedì e il Primo maggio una serie di spettacoli privati dedicati rivelano alcuni dipendenti dell'area archeologica ai soci e agli impiegati di una grande agenzia di assicurazioni tedesca. Nelle serate, dicono ancora, sono coinvolti un'orchestra sinfonica di fama internazionale e il coro di un notissimo teatro dell'opera italiano. Tutto ciò è perfettamente legale, ci spiega Caterina Merlino, coordinatrice degli eventi esterni di Villa Adriana, che precisa: «La possibilità di utilizzare spazi pubblici per eventi privati era prevista dalla legge Ronchey sui Beni culturali (n.41411993 ndr), ed è stata ribadita dall'attuale normativa, il cosiddetto «Codice Urbani» (D. Lgs. 42, 22012004 ndr). Villa Adriana non è nuova infatti a queste iniziative». Concedere uno spazio comunque non è una cosa semplice, ci spiega la funzionaria: si passa attraverso un iter complesso che prevede numerose approvazioni da parte della Soprintendenza; durante gli eventi poi l'area interessata è costantemente tenuta d'occhio da tecnici e custodi, nel nome della salvaguardia del patrimonio artistico, o, come in questo caso, archeologico. Per quanto riguarda invece i disagi ai visitatori che Lei lamenta, Merlino risponde che in realtà è solo l'interno delle Grandi Terme a non essere visitabile, mentre resta perfettamente visibile l'esterno. Le tensostrutture montate per gli eventi sono trasparenti, e non incidono in modo grave sull'effetto di insieme. «Il Canopo poi conclude non solo è visitabile, ma è anche abbellito da piante di alloro che richiamano l'antichità». Gabriele Santoro
Villa Adriana chiusa per un congresso: è giusto?
La signora Rosella Cusani Bonomo ha segnalato che la villa dell'imperatore Adriano a Tivoli era stata occupata da gazebo, pedane, cavi elettrici, riflettori, camper e condizionatori d'aria durante un congresso. Ha chiesto spiegazioni a un addetto, che non le ha dato risposta. La signora ha chiesto di sapere chi sia la responsabilità di questo scempio e chi possa concedere tali permessi. La villa è stata occupata anche per altri eventi, come spettacoli privati, che sono stati autorizzati dalla legge.
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