In questi ultimi tempi la tematica ecologica e la riflessione sulle questioni ambientali hanno ricevuto nuovo impulso dal dibattito intorno ai beni comuni. Ed è in questo contesto, e alla confluenza con elaborazioni quali quelle del "diritto alla città" e dell'"azione popolare", che nasce l'ultimo volume di Paolo Maddalena, Il territorio bene comune degli italiani (Donzelli, pp. 208, euro 18), come sottolinea nella prefazione Salvatore Settis. Un libro militante che identifica in due grandi squilibri (quello ambientale e quello derivante dall'accentramento del potere finanziario) e nelle dottrine neoliberiste la responsabilità di un mutamento socioeconomico e culturale epocale. L'autore, giudice costituzionale fino al 2011, è uno dei maggiori esperti di diritto ambientale, e qui si propone di "ripristinare" i fondamentali, a partire dalla distinzione tra una proprietà comune e collettiva (da cui i beni comuni, giustappunto), coincidente con le fonti stesse della "sovranità popolare", e la proprietà privata, che si fonda sulla legge e negli ultimi decenni è diventata centrale. Il tutto sulla base del fatto che "Carta canta", ovvero che la medesima costituzione italiana sancisce la prevalenza giuridica della prima forma condivisa di proprietà sulla seconda particolare e specifica. Il giurista si applica poi alla decostruzione dell'idea che lo ius aedificandi rappresenti un titolo assoluto a disposizione del singolo, e che sia contenuto nel diritto di proprietà privata. Il territorio è un «bene comune unitario», costituito da una pluralità di beni comuni, in «appartenenza comune e collettiva». Ed è una nozione dinamica, come lo è quella di popolo (o, meglio, come dovrebbe esserlo, visto l'uso antistorico e fittizio che ne fanno i vari e aggressivi populismi tornati di recente assai in voga). Nelle tesi di Maddalena torna, in versione rinnovata e adattata ai tempi, quella funzione sociale del bene che ha costituito uno dei concetti-cardine (e di più infuocato scontro dottrinario e politico) del diritto novecentesco. Echi, trasportati in epoca postmoderna, di quell'umanesimo giuridico di cui è intriso questo libro, al pari dell'idea di impegno per la collettività del suo estensore.
Territorio? Un bene comune
Il libro "Il territorio bene comune degli italiani" di Paolo Maddalena esplora la tematica ecologica e le questioni ambientali attraverso il concetto di beni comuni. L'autore identifica due grandi squilibri: quello ambientale e quello derivante dall'accentramento del potere finanziario, e attribuisce la responsabilità di un mutamento socioeconomico e culturale epocale alle dottrine neoliberiste. Maddalena propone di "ripristinare" i fondamentali della proprietà comune e collettiva, sancita dalla Costituzione italiana, e di decostruire l'idea che lo ius aedificandi sia un titolo assoluto a disposizione del singolo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo