Sulla centralità degli investimenti nel patrimonio culturale per lo sviluppo del territorio e quindi del Paese, come scelta economica di fondo e "battaglia collettiva", del pubblico e del privato, si sono trovati d'accordo tutti gli intervenuti alla terza edizione degli Stati Generali della Cultura, promossi dal Sole 24Ore in collaborazione con Fondazione Roma. Dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha sottolineato come ora l'Art bonus offra grandi opportunità agli investimenti privati, al ministro dell'Istruzione e dell'Università, Stefania Giannini, che ha sottolineato quanto la scuola e la cultura debbano andare di pari passo nell'agenda politica. Al presidente del Sole24Ore, l'imprenditore Benito Benedini, già al vertice di Federchimica, che ha rilevato come "nell'immaginario del mondo la cultura italiana ha un posto superiore di quello che noi italiani assegniamo ad essa. Per questo vanno fatte viaggiare nel mondo ha proposto - opere d'arte come richiamo a visitare l'Italia." E in proposito ha citato provocatoriamente i Bronzi di Riace, che da Reggio Calabria potrebbero essere portati a Milano per il periodo dell'Expo, suscitando però polemiche reazioni. Altrettanto vivaci polemiche ha sollevato la difesa delle sovrintendenze da parte del plurisoprintendente , Antonio Paolucci, oggi direttore dei Musei Vaticani. Secondo Paolucci, le soprintendenze, come una sorta di prefetture della cultura, sono ancora un baluardo delle infiltrazione della politica anche se in alcuni casi possono, soprattutto quelle minori, essersi approfittate del loro potere. Comunque Paolucci ritiene inutile l'affiancamento di manager, come previsto dal decreto cultura. Circostanza confutata dal soprintendente Pompei ed Ercolano, Massimo Osanna che ha sottolineato la necessità di essere affiancato da professionalità soprattutto amministrative. Mentre Piero Fassino, sindaco di Torino e Presidente dell'Anci, ha decisamente respinto il concetto che tutti i politici siano inaffidabili, sottolineando il circolo virtuoso della sua amministrazione, che ha trovato lo scorso anno fra pubblico e privato oltre cento milioni per la cultura, con l'ente teatrale e il teatro dell'opera in pareggio. L'intervento del neo direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, ha posto l'accento su una gestione e una comunicazione più internazionale del nostro tessuto culturale. A partire dalle commissioni giudicanti l'operato dei dirigenti, come avviene all'estero, dove ha vissuto per molti anni. Una sollecitazione molto condivisa, come anche l'accento di Anna Coliva, direttrice Museo e Galleria Borghese, sulle lentezze imposte dalla eccessiva burocrazia, che pesano sui tempi dell'organizzazione di mostre. Carla Fendi, sostenitrice del Festival di Spoleto dove ha investito nel restauro del noto teatro Caio Melisso, ha portato la testimonianza di mecenate. "Considero normale ha detto che un privato aiuti il suo Paese nella conservazione delle bellezze artistiche". Secondo Anna Fendi c'è un bisogno enorme di cultura: "E' il nostro petrolio ha sottolineato per me aiutare la cultura è stato spontaneo, perché ho ricevuto un'educazione secondo la quale il suolo pubblico è più importante di quello privato. E' necessario che la Scuola faccia la sua parte per educare alla cultura." Il Convegno è stata anche l'occasione per due importanti anticipazioni da parte dei due ministri. Franceschini ha annunciato che dal primo luglio entrerà in vigore un nuovo tariffario dei musei che restringerà l'alea della gratuità. In particolare i visitatori con età superiore ai 65 anni non entreranno più gratis. Saranno ancora gratuiti gli ingressi per i minori di 18 anni, dai 18 ai 25 ci sarà una riduzione. Una domenica al mese sarà però gratuita per tutti e servirà da promozione, così come due notti di apertura e ingresso gratuito all'anno. Ha poi strappato applausi la notizia che una serata, il venerdì, i musei resteranno aperti fino alle 22. Novità anche sul fronte dell'istruzione. A conferma dell'impegno a proseguire il percorso insieme alla cultura per lo sviluppo del Paese, il ministro Giannini ha promesso che l'insegnamento della "storia dell' arte " non sarà più accessorio, ma tornerà ad essere strutturale e quindi presente in tutti i corsi scolastici: "costerà 25 milioni all'anno, una cifra irrisoria ha sottolineato rispetto ai 51 miliardi totali, ma importanti per restituire il ruolo della dimensione teorica, come processo necessario alla realizzazione di ogni prodotto." In particolare sulla centralità della cultura nel futuro del Paese. Franceschini ha assicurato che è finita la stagione dei tagli ed è cominciata la stagione degli investimenti perché nell'epoca della globalizzazione il sostegno della nostra cultura diventa una scelta economica strategica potenziando l'attrattività del nostro territorio agli investimenti produttivi. "Tutelare la bellezza ha affermato oggi vuol dire vincere la sfida economica." Secondo il ministro l' Art bonus, come altre misure urgenti da poco varate, sono appena l'inizio di un processo di rilancio della cultura e del turismo, che passa dalla riforma del ministero, alla diffusione della digitalizzazione, a una maggiore managerialità e alla considerazione che il marketing non è solo un male, ma è occasione, se ben valutato, per produrre reddito. In particolare il ministro Stefania Giannini, sottolineata la necessità di una maggiore alternanza fra scuola e lavoro, in modo che non si creino più "fabbriche di disoccupati" come successo per la facoltà dei Beni Culturali, ha informato che all'esame di maturità un terzo degli studenti ha scelto la traccia sulla riflessione di Renzo Piano sulla bellezza fragile delle periferie che, da luogo di desideri, possono diventare motore dello sviluppo. Una metafora che può valere più in generale anche per la scuola e la cultura che da qualcosa di abbastanza dimenticato e lasciato spesso in secondo piano deve di nuovo diventare , come per il grande patrimonio artistico e musicale che abbiamo alla spalle, protagonista formativo e di prodotto.
ROMA-Italia, riparti dagli investimenti in cultura
Gli Stati Generali della Cultura, promossi dal Sole 24Ore e Fondazione Roma, hanno visto l'accordo di tutti gli intervenuti sulla centralità degli investimenti nel patrimonio culturale per lo sviluppo del territorio e del Paese. Il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha sottolineato l'importanza dell'Art bonus per gli investimenti privati, mentre il Ministro dell'Istruzione e dell'Università, Stefania Giannini, ha enfatizzato l'importanza della cultura e della scuola per lo sviluppo del Paese. Il presidente del Sole24Ore, Benito Benedini, ha proposto di utilizzare le opere d'arte come richiamo a visitare l'Italia.
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