Dopo la polemica con l'assessore Monti, il sovrintendente conferma la proposta. E scatta la protesta della circoscrizione «Se arrivassi ad imporre il biglietto per l'ingresso alla Floridiana, dal pedaggio sarebbero comunque esonerati anziani e mamme con bambini. Quindi, niente demagogia. Ma se il Comune non inverte la rotta rispetto alle mie legittime richieste, mi vedrò costretto a disdire la convenzione con Palazzo San Giacomo e a introdurre lo stesso ticket che vige, senza alcuno scandalo, a Villa Pignatelli o ai giardini Boboli di Firenze. E questo solo nell'interesse dell'utenza e di una decorosa manutenzione del parco». Mentre lo scontro è ormai acceso e si minacciano occupazioni della Floridiana da parte dei Verdi e dello stesso presidente della circoscrizione Francesco Licastro, interviene Nicola Spinosa -il vertice del polo museale, il soprintendente non nuovo a colpi di teatro - a raccontare il malessere che c'è dietro l'idea del pedaggio da introdurre sull'unica (e storica) area verde nel cuore del Vomero. Spiega Spinosa: «Ho denunciato il problema della mancata pulizia di viali e giardini con una lettera al sindaco Iervolino, un po' di tempo fa. Nessuna risposta. Ho tentato anche di parlare con il vicesindaco Rocco Papa. Invano. E ora sento dire che il problema era rappresentato dalle auto dei dipendenti che parcheggiavano all'interno. Falso: il disguido è risolto, ormai parcheggiano tutti in una vecchia zona di autorottamazioni di via Aniello Falcone. Allora leggo che l'assessore Casimiro Monti dice: "Ci provi, Spinosa a imporre il ticket". Ci provi lui, lo invito, ad assicurare che i suoi giardinieri lavorino, per onorare la convenzione ancora in corso con l'amministrazione». Il professore Spinosa non disdegna le provocazioni, come mezzo per raggiungere lo scopo: quello dell'ascolto. A suo tempo, un altro collega, l'allora soprintendente Giuseppe Zampino aveva provato a instaurare un biglietto sul bosco di Capodimonte, che è sotto l'egida di Palazzo Reale, anche se quasi in "casa" di Spinosa: anche lì si scatenò la rivolta popolare e non se ne fece nulla. E ora che è alla scadenza la convenzione tra la Floridiana e Palazzo San Giacomo, il rischio del ticket suscita vibranti proteste. «Eppure bastereb-be poco -aggiunge il soprintendente- basterebbe che l'assessore Casimiro Monti, anziché sfidare la Soprintendenza o fare polemiche, incaricasse uno dei funzionari di seguire gli addetti alla pulizia; che si accorgesse che alcuni giardinieri magari non fanno il proprio dovere. Il degrado c'è. E non sono io a dirlo, lo denunciano tante lettere di protesta dell'utenza indirizzate a noi e persino al Ministero. Tanto che è stato l'ormai ex-ministro Urbani ad inviarmi una richiesta di chiarimenti, alcuni mesi fa». Intanto la proposta del pedag-gio sulla Floridiana continua a su-scitare la sollevazione trasversale dei cittadini. Interviene l'associa-zione dei contribuenti Acusp. «La battaglia va avanti da un anno - ri-corda Antonio Di Gennaro - denunciammo le condizioni insod-disfacenti del parco, in cui si nota-vano solo progressi parziali per quanto concerneva il verde, e lo stato di degrado degli arredi e del-le parti monumentali. Ora il parco è finalmente libero dalle auto, ma dopo si è verificata la protesta del sindacato Ugl (in accordo con la Soprintendenza, ndr), e la minac-cia del ticket». Mentre il comitato di Gennaro Capodanno raccoglie firme, da ieri, il presidente verde della circoscrizione Vomero si di-ce pronto «ad occupare il parco se passa sul serio l'ipotesi del bigliet-to». Mentre Franco Bianco, il consigliere comunale di Fi, analizza che «è fuori luogo ipotizzare il ticket, ma è pur vero che la que-stione non si porrebbe se il Comu-ne, tradendo i suoi impegni, non avesse abbandonato il parco a se stesso».