La Basilica della Natività di Betlemme è uno dei monumenti simbolo della cristianità. Nel team multidisciplinare che ne sta curando i lavori di restauro c'è anche un archeologo dell'Università di Siena che vive e lavora in Maremma, Alessandro Fichera. Lo abbiamo incontrato nella sede del Dipartimento di archeologia del Polo universitario grossetano di via Zanardelli per farci raccontare questa straordinaria esperienza professionale. «Per me e per tutto il mio gruppo di ricerca è stato più che un onore contribuire allo studio preliminare e poi al progetto dei lavori di restauro dice Alessandro, che a breve partirà per Betlemme per un nuovo sopralluogo Siamo in presenza di un monumento che ha un valore straordinario per la cristianità e anche da un punto di vista scientifico. Sono infatti pochissimi al mondo gli esempi di monumenti del VI secolo così ben conservati dalle fondamenta fino al tetto». La Basilica che vediamo oggi fu ricostruita da Giustiniano nel VI secolo e da lì in poi ha subito trasformazioni ma non più distruzioni. La più importante integrazione è la cittadella fortificata che abbraccia la struttura della basilica, costruita dai Crociati alla fine dell'XI secolo. «L'esperienza con la Basilica di Betlemme è cominciata nel 2010 spiega Fichera quando il Consorzio Ferrara Ricerche che fa capo all'Università di Ferrara ha avuto l'incarico di fare uno studio complessivo sullo stato della Basilica. L'ingegner Claudio Alessandri è il coordinatore del gruppo di ricerca che ha affidato lo studio storico-archeologico all'Università di Siena. Vi abbiamo lavorato io, Stefano Campana e la professoressa Giovanna Bianchi». Per la prima volta nella storia, spiega l'archeologo, le architetture del monumento sono state studiate con metodo archeologico. Altri atenei si sono invece occupati di altri aspetti: un team della Sapienza di Roma ha studiato i mosaici, il Cnr ha fatto la datazione di tutte le strutture lignee e il consorzio campano Benecon ha studiato la staticità dell'edificio. «Per ogni settore dice Alessandro Fichera sono state scelte le eccellenze a livello accademico e di ricerca per dare il proprio contributo». A dare l'input per il progetto la stessa Autorità Nazionale Palestinese (Anp) che ha deciso di finanziare lo studio e il restauro del monumento, entrato da poco nel patrimonio Unesco. Alla fine dello studio preliminare, da cui è nata anche una pubblicazione scientifica, sono state decise le priorità degli interventi. «Si è valutato che il tetto era la parte che necessitava più urgentemente di restauro dice Fichera Seguiranno il recupero dei mosaici e delle colonne affrescate, rovinate dal fumo delle candele e consumate dalle mani dei pellegrini». A vincere la gara internazionale di appalto per i lavori sul tetto (che da duecento anni non subiva interventi) una ditta specializzata di Prato, Piacenti spa che ha aperto il cantiere lo scorso ottobre.
GROSSETO-Un maremmano per restaurare la chiesa di Betlemme
La Basilica della Natività di Betlemme è uno dei monumenti simboli della cristianità. Un team multidisciplinare, composto da esperti dell'Università di Siena, ha lavorato per lo studio preliminare e il progetto dei lavori di restauro. L'archeologo Alessandro Fichera ha partecipato al progetto e ha spiegato che la basilica è un esempio unico di monumento del VI secolo ben conservato. Il progetto prevede il recupero del tetto, dei mosaici e delle colonne affrescate, rovinate dal fumo delle candele e consumate dalle mani dei pellegrini. La Basilica è stata ricostruita da Giustiniano nel VI secolo e ha subito trasformazioni, ma non distruzioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo