Parco delle Cascine, ore 15 di ieri: la quiete dopo la tempesta. Le orde di giovani (più di tremila, secondo stime dei partecipanti), che tra sabato e lunedì hanno affollato il famoso (ormai famigerato) rave party che da qualche anno si tiene nel pratone dell'ex anfiteatro delle Cascine in occasione del 25 aprile, non ci sono più da un pezzo. In giro ancora tante cartacce e rifiuti. Quello che ad uno sguardo veloce non si vede però, sono i danni. Già. La tanto chiacchierata immondizia (più abbondante degli anni precedenti), è solo la punta di un iceberg. «Magari si fosse trattato di qualche cartaccia in più..», ammette candidamente l'assessore all'ambiente del comune di Firenze Claudio del Lungo. Al contrario dei due anni precedenti, quest'anno la manifestazione ha provocato danneggiamenti importanti. «Non solo sono stati abbandonati i rifiuti nei prati e dentro i cantieri, è stato anche danneggiato il prato delle Cornacchie appena seminato e quello dell'Anfiteatro. I partecipanti hanno poi divelto tutte le recinzioni dei cantieri, danneggiato l'impianto di irrigazione e fatto fuochi con i pali di sostegno degli alberi appena piantati», ha dichiarato Del Lungo. Sorgono a questo punto tutta una serie di domande, più o meno riassumibili nel costernato «Si poteva evitare?». Risponde ancora Del Lungo: «Il parco delle Cascine non era stato concesso dall'amministrazione comunale per lo svolgimento del raduno. La questione era stata comunque affrontata in sede di comitato per l'Ordine e la sicurezza pubblica lo scorso mercoledì 20 aprile. In quella riunione si era ritenuto opportuno non negare il diritto allo svolgimento della manifestazione, anche sulla base dell'esperienza degli anni precedenti». «In tutta Europa si svolgono ogni settimana decine di raduni "on street", tutti o quasi non autorizzati. Non potevamo vietare il rave, abbiamo suggerito agli organizzatori di utilizzare altri posti, ma ci hanno detto che ormai si erano organizzati e l'avrebbero comunque fatto lì». «Non c'erano autorizzazioni, non c'era un organizzatore, c'era solo il forte sospetto che le cose non andassero per il verso giusto, viste e considerate anche le situazioni delicate dei cantieri ancora aperti, pericolo che non c'era negli anni precedenti», si mormora negli ambienti della minoranza in consiglio comunale, che è in aperta critica con l'amministrazione. Il Quadrifoglio è in attesa di direttive per iniziare al più presto la pulizia del parco, mentre i cantieri dovranno essere ripuliti dalle imprese. A quanto ammontano i danni, ancora è difficile dirlo. E l'Amministrazione, dopo le valutazioni del caso, potrebbe decidere di inoltrare denuncia all'autorità giudiziaria per i danneggiamenti arrecati. Magari ci si aspettava un mea culpa, ma di certo, per ora dice Del Lungo c'è questo: «nel caso in cui in futuro si ripropongano iniziative di questo genere, sarà necessario trovare soluzioni alternative».