Risponde il vicedirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni Bologna, 18 giugno 2014 - Alcuni amici mi dicono che in Francia la rete dei musei è una macchina da guerra: orari elastici, massima copertura, assistenza perfetta ai visitatori. In Italia credo che non sia proprio così e la situazione è molto più critica. Pensiamo a cosa succede a Pompei. Uno scenario che si aggrava con le figuracce delle tangenti a Venezia e all'Expo di Milano. Massimiliano Amaducci, Rimini Risponde il vicedirettore de il Resto del Carlino Beppe Boni In Italia gli esempi negativi non mancano. Il sito archeologico di Pompei è uno scandalo perenne. Con tragica periodicità siamo costretti a riportare notizie di crolli e danni. Una figuraccia continua dinanzi al mondo a cui non si riesce a rimediare nonostante i soliti interventi di emergenza e commissari straordinari. L'altro giorno i lavoratori si sono riuniti in assemblea e hanno tenuto i cancelli chiusi tre ore costringendo oltre mille turisti, molti dei quali stranieri, a rimanere in attesa. E altri cinque giorni di assemblea sono in programma a breve. Complimenti, un bel senso di responsabilità. In un periodo in cui arrivano migliaia di visitatori stranieri abbassiamo la serranda. Questa è l'Italia che si vuole far del male. Bisognerebbe presentare il conto a chi negli anni ha lasciato che si arrivasse a questo punto. beppe.boniilcarlino.net
Qualcuno paghi per le brutte figure di Pompei
Il vicedirettore di "il Resto del Carlino", Beppe Boni, afferma che la rete dei musei in Italia non è come quella francese, che è considerata una "macchina da guerra". Boni cita l'esempio di Pompei, dove si verificano regolarmente crolli e danni, e il sito archeologico è considerato uno scandalo. Ha anche parlato di un'assemblea dei lavoratori che ha bloccato i cancelli per tre ore costringendo turisti a rimanere in attesa. Boni critica l'Italia per il suo mancato rispetto alle norme e per non aver presentato conti per le spese eccessive.
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