«Nessuno tocchi Beatrice Basile». E' una levata di scudi che esce fuori dai confini di Siracusa quella a difesa della soprintendente aretusea. Fra tutti, a guidare la crociata pro-Basile, vi è Giuseppe Voza: soprintendente emerito della provincia e tra i 50 firmatari di un documento inviato ai vertici della Regione a difesa, appunto, dell'archeologa che guida l'ente di piazza Duomo. Tutto nasce all'indomani della sentenza del giudice di pace che reintegra il soprintendente Orazio Micali, rimosso dall'incarico alla fine del 2013 nell'ambito della rimodulazione della struttura del dipartimento dall'allora assessore ai Beni culturali. «Beatrice Basile è archeologa stimata e funzionaria di consolidata esperienza - si legge nel documento firmato da soprintendenti (tra cui Sebastiano Tusa della Soprintendenza del mare e Caterina Greco di Agrigento), dirigenti e direttori di musei (tra cui Lamagna del Paolo Orsi, Susan del Bellomo, Costantino del museo di Agrigento, Maniscalco di Aidone, Spatafora del Salinas di Palermo) e funzionari delle soprintendenze siciliane - che in pochi mesi ha avviato una proficua attività istituzionale riconosciuta dal consenso di enti, istituzioni e associazioni. Questo altalenarsi nelle nomine dei responsabili delle posizioni apicali e la mancanza di continuità nella gestione degli organi istituzionali preposti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali desta grande preoccupazione perché provoca inevitabilmente un rallentamento dell'azione amministrativa e di tutela in un momento peraltro di grandissima difficoltà oggettiva dovuta ad una ennesima riduzione dei fondi già limitati e rende difficile il lavoro legato allo sviluppo culturale e turistico». Da qui la richiesta di non rimuovere Beatrice Basile e garantire la continuità del suo lavoro nel momento in cui è in fase conclusiva la programmazione europea 2007-2013 e imminente quella per i fondi 2014-2020. A schierarsi a difesa della soprintendente Basile anche Legambiente Sicilia che, nell'ottobre 2013, aveva inviato una lettera al presidente Crocetta, con la quale chiedeva «la revoca dell'incarico a Micali per gravi irregolarità e ritardi inspiegabili nell'iter di approvazione del Piano paesaggistico e di istituzione del parco archeologico di Siracusa». La richiesta di revoca dell'incarico era stata invocata da Legambiente e da altre associazioni ambientaliste «per l'assenza di confronto nella condotta dell'ufficio da parte del funzionario, lesiva delle garanzie dell'accesso agli atti con azioni lontane dalla concreta tutela e salvaguardia del territorio, dei beni archeologici e monumentali della provincia». Da qui un nuovo appello alla Regione: «lasciateci Beatrice Basile». Sentito di un commento, il soprintendente Orazio Micali non ha inteso intervenire. Anzi, ha rigettato la richiesta con un secco: «non accetto la domanda». i. d. b. 18062014