È il 14 aprile scorso, quando Papa Francesco nomina nuovo vescovo di Ascoli Piceno, scegliendo monsignor Giovanni D'Ercole. L'uomo di chiesa che era il tramite di una tangente a sua insaputa. Non disdegna i piani alti della politica per ottenere i suoi scopi, come l'affidamento diretto della ricostruzione del Duomo, nonostante il suo stesso arcivescovo sia in disaccordo. Parlando con Luciano Marchetti spiega che intende premere sul governo per modificare la legge: "... se viene modificata ... se il piano superiore accettano, il problema non sussiste più... per noi è l'unica strada, ma fa fatica però anche l'Arcivescovo ad accettare questa linea, perché lui ritiene che noi non siamo all'altezza di poter diventare soggetti attuatori...". D'Ercole non si scoraggia, scrive a Gianni ed Enrico Letta, giungendo a ottenere come ha rivelato il Fatto Quotidiano che la bozza della modifica di legge giungesse sulla scrivani dell'ex premier. Enrico Letta, però, lasciò cadere la bozza in un cassetto e non se ne fece nulla. D'Ercole non è indagato e quindi, a giudicare dagli atti, possiamo immaginarlo come "l'utile idiota" della "cricca" che, anche attraverso le sue lettere, mirava a modificare la legge e incassare così una mazzetta dal 190 mila euro per la ricostruzione della chiesa. In passato il vescovo è stato indagato - e poi assolto con formula piena - nell'inchiesta sulla tentata truffa da 12 milioni di euro sui fondi messi a disposizione attraverso l'ex sottosegretario Carlo Giovanardi dal governo Berlusconi. Anni dopo, mentre esplode lo scandalo romano delle baby escort dei Parioli, D'Ercole - ovviamente senza far nomi - rivela alla procura dell'Aquila che un medico, che s'era confessato da lui, gli aveva parlato di alcune minore costrette a prostituirsi. L'ultimo episodio che lo vede protagonista riguarda la celebrazione della liturgia esequiale dello storico leader del Msi Pino Rauti: era il 6 novembre scorso e Monsignor D'Ercole era stato invitato - secondo indiscrezioni direttamente da Gianni Alemanno - a tenere l'elogio funebre. Una messa questa che divenne un caso perché non appena entrò Gianfranco Fini nella chiesa, partirono urla al suon di "Traditore". Da sempre vicino alla politica che conta, insomma, D'Ercole questa volta punta su Gianni ed Enrico Letta. E per fare l'interesse della sua Curia, s'affida a Marchetti e Luciana Mancinelli, una coppia che filmata dagli investigatori si spartiva mazzette in auto, puntando a una tangente, proprio per la ricostruzione delle chiese aquilane. Ant. Mas.