«DISOBBEDIENZA civile sul lungomare ». De Magistris sfida la soprintendenza per la pedonalizzazione di via Partenope. «Non consentiremo a nessuno di farci perdere i 18 milioni disponibili per il restyling del lungomare». Vicenda intricata. Non esiste un parere ufficiale e definitivo sul progetto preliminare presentato da Palazzo San Giacomo. È in atto una partita di scherma tra istituzioni più che un reale e imminente cambiamento per la città. Il vero nodo non è la pedonalizzazione, ma la rimozione dei "baffi" che il Comune ritarda per mancanza di fondi. In gioco, però, ci sono anche i 18 milioni che il Comune rischia di perdere. IL SINDACO è pronto alla «disobbedienza civile per difendere la pedonalizzazione del lungomare». Ma si tratta più che altro di una partita di scherma tra istituzioni che di un reale e imminente cambiamento per la città. Un parere sul progetto preliminare di pedonalizzazione del lungomare presentato dal Comune infatti non c'è. Non esiste. Non è mai stato scritto. Questa è una certezza. Come è una certezza che palazzo San Giacomo e Palazzo Reale sono di nuovo in rotta di collisione. E una certezza è il parere rilasciato dalla Direzione regionale dei beni e culturali e paesaggistici su uno studio di fattibilità (e non sul progetto): parliamo di un parere del 22 novembre 2013 e che l'associazione Alpi, Cittadinanza attiva e Progetto Napoli hanno reso pubblico lo scorso febbraio. A questo parere parziale è poi seguito un tavolo tecnico aperto proprio dalla direzione regionale per i beni culturali, ma che non ha mai detto no alla pedonalizzazione in maniera definitiva e ufficiale. «Il parere della direzione regionale tocca solo preliminarmente e genericamente la questione della mobilità nei limiti delle competenze della direzione generale», commenta il legale Manfredi Nappi, che ha seguito tutta la questione del lungomare con l'associazione Alpi. E infatti rispetto al nuovo piano del Comune (che non riguarda più il lungomare tra largo Sermoneta e il Molosiglio, ma via Partenope) ci sono state nuove osservazioni, ma non definitive. Il Soprintendente Cozzolino infatti ha replicato sulla pedonalizzazione totale e ha consigliato che in via Partenope rimangano due carreggiate con una rambla per il passeggio larga cinque metri. Il tavolo non è arrivato a un parere definitivo, perché si è interrotto. L'ultima riunione ad aprile. anche se qui la vicenda si complica, perché il tavolo di concertazione tra Comune e soprintendenze non si è spaccato per la pedonalizzazione del lungomare, ma per tutt'altro motivo: la rimozione della scogliera. La soprintendenza infatti ha attivato una procedura che parte dal ministero e costringe il Comune a rimuovere i baffi della scogliera e l'ufficio legale di Palazzo San Giacomo, con il coordinamento del capo di gabinetto, Attilio Auricchio, ha presentato un ricorso al capo dello Stato. Di nuovo giudici, di nuovo scontri e le trattative sul lungomare si sono fermate. «Il piano traffico non è di competenza della Soprintendenza», chiosa l'assessore alle politiche Urbane Carmine Piscopo. Nel parere del 22 febbraio si legge che la direzione regionale era contraria all'area pedonale: perché in contraddizione con la recente storia della città», che vede da sempre e «identifica» il lungomare come strada carrabile. Ma si scoprono le carte e il nodo vero, oggi, è la rimozione dei baffi. La soprintendenza pretende la rimozione subito e a certe condizioni. Il Comune dice di no, anche perché non ha fondi. E n mezzo c'è la città e ci sono i cittadini. «Valuteremo un contro ricorso al ricorso del Comune annuncia Manfredi Nappi dell'associazione Alpi La soprintendenza ha fatto l'ingiunzione dopo la nostra diffida in cui abbiamo scritto chiaramente che nostra la giunta de Magistris quando ha deliberato l'impegno spesa a febbraio 2012 prevedeva sia prolungamento della scogliera che la rimozione». Vicenda intricata dove la pedonalizzazione del lungomare diventa lo specchietto per le allodole. Il sindaco comunque è deciso, non arretra sui progetti della sua giunta per il lungomare e dice: «Non ho mai sentito un sovrintendente dire che la vocazione naturale di un lungomare sono le automobili che passano». «Non possiamo buttare soldi pubblici che ci sono stati dati, pari a 18 milioni di euro aggiunge e continueremo nei prossimi mesi a lavorare come stiamo facendo, approvando il progetto » E questo è ancora un altro fronte: i fondi che il Comune rischia di perdere. Lo stesso de Magistris chiosa: «Al di là della vicenda della scogliera che si risolverà, il tema centrale è il lungomare. Non consentiremo a nessuno di farci perdere i 18 milioni per trasformare il nostro lungomare nel più bello del mondo».