IL PATRIMONIO dell'Università di Genova è appena entrato nell'"Universeum". Ovvero L'"European Academic Heritage Network", una rete, fondata nel 2000, nata tra i più prestigiosi atenei europei che possiedono grandi patrimoni (artistici, storici, naturalistici). «Stiamo progettando iniziative di ricerca finanziabili a livello europeo», spiega Lauro Magnani, delegato del rettore per la valorizzazione del Patrimonio storico artistico dell'ateneo e da almeno vent'anni impegnato nel meticoloso recupero e nella valorizzazione dello sterminato patrimonio dell'Università di Genova, che va dagli arredi agli affreschi, dalle sculture all'orto botanico, agli edifici. Magnani è riuscito, in questa sua corsa ostinata per riscattare un valore inestimabile, a coinvolgere tutte le Scuole e i dipartimenti, da Economia a Fisica, passando ovviamente per i dipartimenti umanistici. «Sono convinto che nell'ateneo genovese si trovi sul tema dei Beni culturali una pluralità di competenze, nell'ampio campo della tutela e valorizzazione spiega Magnani oltre a quelle tradizionali di architetti, storici dell'arte, teorici del restauro, oggi sono coinvolti anche informatici, ingegneri, fisici, chimici, giuristi, economisti, comunicatori». Ecco perché Magnani parla di un «caso Genova», nel contesto europeo: «Perché il patrimonio, assolutamente trasversale, della nostra università diventa un nuovo attore a livello europeo per il proprio rilancio dice ed entrare nel nuovo network non solo riconoscerà al nostro ateneo un profilo di altissimo rilievo, ma favorirà la partecipazione a progetti dell'Unione europea così da attingere direttamente a finanziamenti extranazionali ». Magnani ha appena inviato una docente, Laura Stagno, per la prima volta, a rappresentare ad Amburgo, nel meeting annuale di "Universeum, l'Università di Genova. E l'obiettivo, adesso, è prendere la palla al balzo e passare al proscenio: «Vorremmo organizzare una grande iniziativa in cui invitare a Genova tutti i partecipanti ad Universeum», annuncia Magnani. Ieri, nell'aula magna della Scuola di scienze umanistiche, si è svolto, per tutto il giorno, il convegno "Il patrimonio storico artistico dell'Ateneo tra ricerca, didattica e valorizzazione", in cui i diversi gruppi di lavoro dell'ateneo sul patrimonio stesso si sono confrontati e hanno progettato il futuro. «Ci sono diversi indagini e profgetti aperti spiega Magnani ad esempio si sta per la prima volta calcolando il valore complessivo dei beni dell'Università di Genova». Perché se è vero che sono imminenti le elezioni del nuovo rettore e che sicuramente il futuro dei finanziamenti agli atenei non s'impennerà, è pur vero che i candidati rettori hanno tutti riconosciuto compattamente il valore e la strategica importanza della valorizzazione del patrimonio compiuta da Magnani. Annunciando che l'Università potrebbe entrare di fatto nel circuito museale della città. Le forze, in fondo, non mancano: «Abbiamo già rodato la macchina spiega Magnani abbiamo già aperto le nostre sedi più significative in importanti momenti culturali della città. Nella scorsa edizione di "Rolli days", il patrimonio dell'Università è stato visitato da oltre 2500 persone. Cittadini e turisti. E ciò che ha ancor più importanza è che l'accoglienza e le visite guidate sono state fatte dai nostri studenti ». I candidati rettori, Maurizio Martelli e Paolo Comanducci in primis, hanno chiaramente lanciato "l'operazione patrimonio", con la quale l'Ateneo potrebbe aprire un nuovo capitolo di entrate, in bilancio. «Un sistema di tirocinii e veri e propri "start up" potrebbero garantire continuità nella fruizione pubblica e nella conservazione del nostro patrimonio», aggiunge Magnani che ha appena dato alle stampe, con un parterre di studiosi trasversali alle diverse scuole universitari, "Ateneo. Città. Immagine. Patrimonio storico artistico e sedi dell'Università di Genova" (Genova University Press). Il primo vero e proprio inventario dei tesori dell'ateneo. Che sono tantissimi e neppure tutti a Genova. «Ritengo che il patrimonio dell'università di Genova sia davvero lo specchio della storia della città spiega Magnani dal Medioevo, con l'antica Porta dei Vacca che ne fa parte, attraverso gli edifici di Sei e Settecento, fino ad arrivare all'architettura novecentesca, basti pensare all'edificio ex Saiwa». E anche i giardini cuciono la Storia: «Dal giardino secentesco di Balbi 4, all'ottocentesco orto botanico, anche luogo di studio, al tripudio dell'esotismo nel giardino di villa Hambury», conclude. (m. bo.) RIPRODUZIONE RISERVATA Il delegato Lauro Magnani riesce a coinvolgere tutte le scuole e i dipartimenti Ingresso ufficiale nell'Universeum, con i più prestigiosi atenei "Abbiamo già rodato la macchina, e aperto le sedi più significative. Nella scorsa edizione di 'Rolli days' più di 2.500 visitatori"
Orto botanico, sculture, affreschi la rete europea salva il patrimonio
L'Università di Genova ha entrato nell'"Universeum", una rete di atenei europei che possiedono grandi patrimoni artistici, storici e naturalistici. Il delegato del rettore, Lauro Magnani, spiega che l'ateneo ha coinvolto tutte le scuole e i dipartimenti nella valorizzazione del suo patrimonio, che include arredi, affreschi, sculture, orto botanico e edifici. Magnani è convinto che il patrimonio dell'Università di Genova sia un caso di rilievo europeo e che l'ingresso nell'Universeum favorirà la partecipazione a progetti dell'Unione europea e l'accesso a finanziamenti extranazionali.
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