Arezzo balza al comando soprattutto in virtù del suo maggiore comparto, quello orafo, che viene convolto, anche se non nella sua interezza, nel computo dell'industria creativa GioielliGioielli Arezzo, 16 giugno 2014 - IN TESTA alla classifica. Arezzo è prima fra tutte le città italiane per la ricchezza prodotta attraverso la cultura. Lo dice un rapporto da Symbola Unioncamere 2014 La 'geografia della cultura' arriva direttamente dal rapporto presentato oggi nella sede romana di Unioncamere alla presenza del ministro per i Beni e le Attivita' culturali e il Turismo, Dario Franceschini, affiancato dal presidente della fondazione Symbola, Ermete Realacci, da quello di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, e dal segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi. Presente anche la parlamentare europea Silvia Costa. Dal rapporto 'Io sono cultura. L'Italia della qualita' e della bellezza sfida la crisi', emerge che la filiera culturale italiana muove nel 2013 il 15,3 del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro, mentre l'export culturale e' cresciuto del 35 durante la crisi e il settore ha raggiunto un surplus commerciale con l'estero di 25,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda l'incidenza del valore aggiunto, la mappa dei territori elaborata dal rapporto Symbola vede nelle prime posizioni Arezzo con il 9 - "grazie alla sua dedizione all'arte orafa" - seguita da Pordenone e Pesaro Urbino con il 7,9, poi Vicenza al 7,7 e Treviso al 7,6. Quindi Roma con il 7,5, Macerata con il 7,3, Milano con il 7, Como con il 6,9 e Pisa con il 6,8. Sul versante dell'occupazione, la capitale esce dalle prime dieci guidate sempre da Arezzo. Quanto alle macroaree geografiche, e' il Centro a fare la parte del leone: qui cultura e creativita' producono un valore aggiunto di 18,7 miliardi di euro, equivalenti al 6,2 del totale della locale economia valore aggiunto. POSSIBILE tutto questo? La spiegazione c'è. Il cuore della ricerca consiste infatti nel non limitare il campo di osservazione ai settori tradizionali della cultura e dei beni storico-artistici. Ma di andare oltre. Di calcolare quanto contano cultura e creatività nel complesso delle attività economiche. E così fanno la parte del leone le industrie cosiddette creative, ovvero l'architettura e il branding, l'artigianato, il design, il made in Italy. Pesa inoltre molto l'incidenza dell'export, considerato per definizione una delle massime espressioni della creatività italiana in quanto ciò che si manda all'estero è prodotto di invenzione e di ingegno, di un prodotto dotato di uno specifico brand. FACENDO UNO PIÙ UNO , ecco che il quadro si chiarisce. Arezzo balza al comando soprattutto in virtù del suo maggiore comparto, quello orafo, che viene convolto, anche se non nella sua interezza, nel computo dell'industria creativa. Stabilito questo (e non a caso troviamo Vicenza, altro polo del settore orafo, in terza posizione), ecco quanto la cultura in senso lato pesa nell'economia provinciale.
Arezzo: prima provincia in Italia per la ricchezza prodotta attraverso la cultura. L'oro gioca un ruolo fondamentale
Il rapporto "Io sono cultura. L'Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi" di Unioncamere e Symbola ha classificato Arezzo al primo posto per la ricchezza prodotta attraverso la cultura. La città ha un comparto orafo importante che contribuisce al valore aggiunto nazionale. L'industria creativa, che include settori come l'architettura, il branding, l'artigianato e il design, è un'altra area di forza per Arezzo. L'export culturale è cresciuto del 35% durante la crisi e il settore ha raggiunto un surplus commerciale con l'estero di 25,7 miliardi di euro.
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