MOBILITÀper tutti i regionali e i dipendenti delle società partecipate in liquidazione, ma anche revoca dei contratti dei dirigenti senza alcuna previsione di indennizzo triennale. E, ancora, tagli dei permessi sindacali, richiesta di risarcimento danni agli amministratori delle società regionali che non abbiano ridotto i compensi ai propri dipendenti, possibilità di licenziare i manager della Sanità e delle società controllate che non rispettino gli obiettivi. Ecco le riforme che il governo regionale inserirà nella Finanziaria-ter che a giorni sarà presentata all'Ars: «Recepiremo subito le norme proposte da Renzi per gli statali, ancora prima dell'approvazione da parte del Parlamento nazionale», dice il governatore Rosario Crocetta, che in più sta lavorando a un piano di dismissione di diverse quote di Palazzo d'Orleans nelle società controllate. «Venderemo l'Ast», assicura. Ma sul merca- to potrebbero andare anche le quote regionali nell'Italkali e in Unicredit. IL PACCHETTO DIPENDENTI REGIONALI Il governatore ha intenzione di recepire subito le norme annunciate dal premier per gli statali: «Non c'è più tempo da perdere. Molte cose del pacchetto Renzi le abbiamo già recepite, come il taglio del salario accessorio, altre le inseriremo nella manovra che stiamo presentando all'Ars», annuncia Crocetta. Sarà quindi applicato per i regionali il principio della mobilità obbligatoria: «Ci sono troppi uffici intasati a Catania e Palermo dice il presidente mentre alcune sedi periferiche come le soprintendenze e i musei che hanno poco personale pagano straordinari. Con la mobilità metteremo fine a questi sprechi. Lo stesso criterio sarà utilizzato per i dipendenti delle partecipate in liquidazione: saranno trasferiti d'ufficio». Una seconda riforma riguarderà i dirigenti generali, i manager della Sanità e gli amministratori delle società partecipate: «Metteremo fine alla "clausola di salvaguardia" dice Crocetta che consente ai dirigenti trasferiti a incarichi minori di ricevere sempre lo stesso livello alto di stipendio. In sintesi, se bocceremo un dirigente generale non dovremo pagarlo per tre anni a scatola chiusa come se fosse rimasto al vertice dell'amministrazione. Una seconda norma riguarderà i manager della Sanità: sarà previsto il licenziamento per chi non rispetta gli obiettivi fissati nel contratto. Una terza norma prevederà non solo la licenziabilità degli amministratori delle società controllate, ma anche l'avvio di una richiesta di risarcimento danni per tutti quelli, anche attualmente in carica, che non abbiano applicato la legge sull'equiparazione degli stipendi delle controllate a quelli dei regionali. In molte spa accusa il governatore i dirigenti guadagnano più dei colleghi della Regione e alcuni sono stati perfino promossi di recente: un fatto inaccettabile». Nel pacchetto sui regionali ci sarà anche un taglio del 50 per cento dei permessi sindaca- li. «Mi pare il minimo», dice Crocetta. IL REDDITO MINIMO RIPESCATO Il presidente della Regione assicura che il "reddito minimo" sarà comunque previsto, nonostante non sia possibile utilizzare i fondi europei: «Ho letto sui giornali che avrei fatto marcia indietro, smentisco categoricamente. Andiamo avanti con il reddito minimo, garantiremo alle famiglie povere almeno 5 mila euro l'anno. Troveremo una soluzione sulla copertura». L'INDAGINE DELLA CORTE DEI CONTI Crocetta dice la sua sull'indagine della Corte dei conti che ha messo nel mirino anche i contratti fatti al Ciapi e in altre spa tra il 2013 e il 2014: «Terremo conto delle indicazioni della Corte dei conti dice il governatore ma i magistrati devono anche capire che stiamo facendo moltissimo. Ad esempio, nella manovra taglieremo tutti i comitati inutili, eliminando oltre 300 poltrone, da quelle del comitato per l'emersione dal lavoro nero alla cabina di regia». IL PIANO DI VENDITA DELLE PARTECIPATE Crocetta sta poi lavorando a un secondo piano che riguarda le società partecipate della Regione. «Ma i tempi saranno un po' più lunghi rispetto alla manovra», premette. Il tema in effetti è molto delicato e riguarda la vendita di spa e partecipazioni. A partire dall'Ast, sulla quale da tempo hanno messo gli occhi diversi imprenditori del settore. «Metteremo in vendita l'Ast dice il presidente ma prima dovremo riscrivere il piano dei trasporti: con il governo Cuffaro sono state privatizzate le linee più redditizie, mentre le tratte sociali sono rimaste tutte in capo all'Ast, che quindi è in perdita perenne. Noi riassegneremo in maniera omogenea le tratte sociali anche ai privati, in cambio però metteremo sul mercato l'Ast in maniera trasparente ». Oltre all'Ast, potrebbero essere vendute le Terme di Sciacca e di Acireale e messe sul mercato le quote di Palazzo d'Orleans in Italkali e Unicredit.