Probabilmente era destinata al mercato nero ed è stata abbandonata alla vista della Finanza. E' stata consegnata al Museo del Mare San Benedetto (Ascoli Piceno), l'anfora romana trovata nelle acque del portoSan Benedetto (Ascoli Piceno), l'anfora romana trovata nelle acque del porto San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 24 febbraio 2014 - Una pattuglia della Guardia di Finanza in forza al Comando sezione operativa navale di San Benedetto del Tronto ha trovato una grossa anfora nel porto, seminascosta dalla vegetazione. La Soprintendenza ai Beni culturali di Aancona, a cui si sono rivolti i finanzieri di mare per periziare il reperto, ha catalogato l'anfora, di rilevante interesse archeologico, come risalente all'epoca romana (cosiddetto periodo augusteo) del tipo Dressel 6 (così chiamate in memoria di Heinrich Dressel, il primo studioso di questi antichi recipienti, che nel 1872 iniziò a catalogarli, fornendogli una datazione). Queste le dimensioni e le caratteristiche che la distinguono per specie: collo a imbuto, corpo ovoidale, una lunghezza di circa 80 centimetri e una circonferenza massima 135 centimetri, con evidenti incrostazioni di origine marina. Il magistrato di turno presso il tribunale di Ascoli Piceno, nel convalidare il sequestro a carico di ignoti operato dalle Fiamme Gialle, per i reati di omessa denuncia ed impossessamento illecito di materiale storico in violazione al codice dei beni culturali ed al codice della navigazione, ne ha disposto la consegna al Museo del Mare, sezione 'museo delle anfore' di San Benedetto del Tronto. Nel frattempo sono state avviate le indagini per accertare, anche attraverso l'aiuto del Nucleo sommozzatori del Comando Stazione navale della Guardia di Finanza di Ancona, i responsabili del recupero in mare e omessa denuncia di ritrovamento, che, con ogni probabilità, alla vista dei finanzieri, se ne sono liberati nascondendola tra la vegetazione. Notevoli infatti sono le richieste di reperti di interesse archeologico che alimentano un ricco mercato nero.