D'accordo il sindaco Cuomo, che spinge per fare entrare gli scavi di Castellammare nel sito Unesco di Pompei, aprire il museo a Quisisana e risistemare l'ingresso alle ville, delocalizzando il Poligono di tiro e aprendo Grotta San Biagio. "La mostra è la prova che il museo si può fare" ha detto Cuomo. L'ultima volta che i reperti di Stabiae sono stati esposti a Castellammare è stato nel gennaio 2001, 13 anni fa, quando Comune, soprintendenza e Azienda di soggiorno e turismo allestirono la mostra "In Stabiano" al Palazzetto del Mare. Anche dalla direttrice dell'ufficio Unesco del ministero per i beni culturali, Adele Lagi, ha ricordato come Stabiae potrà diventare patrimonio dell'umanità "se vi è una forte condivisione da parte della comunità locale". Un netto cambio di passo, se furono proprio l'Icomos, l'associazione che valuta le candidature per conto dell'Unesco, e la soprintendenza di Pompei nel 1997 ad escludere Stabiae dalla liste del patrimonio mondiale perché distinta e particolare rispetto a Pompei ed Ercolano. Protagonista della mostra il carro di Villa Arianna, rinvenuto nel 1981, che conserva tutta la struttura metallica. Restaurato su progetto dell'architetto Luciano Rega, è forse l'esemplare più completo di veicolo a quattro ruote del mondo romano. Sempre grazie al lavoro dell'archeologa Giovanna Bonifacio e dei restauratori Luigi Giordano, Teresa Squillante, Pasquale Esposito e Antonino Fattorusso, sono esposti un monumentale labrum in marmo e una statua di pastore dal giardino della Villa del Pastore, un cratere in marmo alabastrino, e poi una serie di affreschi: tra questi, spiccano la figura di Pilade, dal bellissimo volto che richiama tratti "michelangioleschi", e quella di Ippolito con mantello rosso vivo. Completano la mostra alcuni attrezzi agricoli in bronzo e recipienti in ceramica dalla villa rustica di Carmiano e alcuni stucchi da Villa Petraro, tutti materiali conservati nell'ex Antiquarium chiuso al pubblico dal 1997. Un museo voluto da Libero d'Orsi, presidente del Comitato per gli scavi di Stabia fondato nel 1950, associazione ancora oggi attiva, impegnata per la difesa e la valorizzazione delle ville stabiane. La mostra, allestita in collaborazione con l'Ente Parco regionale dei monti Lattari e sponsorizzata dalla Medi, è visitabile i giorni feriali (dal lunedì al venerdì ore 9-14), con ingresso libero.