In occasione di Expo, l'Archivio di Stato vuole mettere in mostra il piccolo gioiello, all'interno di una rassegna, spiega Alba Osimo, direttrice vicaria dell'istituzione di via Senato, «dedicata a Leonardo a Milano ai tempi di Ludovico il Moro» Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, tra i promotori della mostra sulla Milano degli Sforza, insieme ad Alba Osimo, direttrice vicaria dell'Archivio di Stato di Milano (Newpress)Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, tra i promotori della mostra sulla Milano degli Sforza, insieme ad Alba Osimo, direttrice vicaria dell'Archivio di Stato di Milano (Newpress) Milano, 13 giugno 2014 - «Io, Leonardo da Vinci». È una firma sottile quella con cui il maestro fiorentino nel 1483 sigla a Milano il contratto per la realizzazione della «Vergine delle rocce». Quel 25 aprile Leonardo era davanti al notaio, insieme ai fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis, per mettere nero su bianco i dettagli del primo incarico che gli veniva affidato a un anno dal suo arrivo nel ducato di Ludovico il Moro. Il documento, confluito nella raccolta dell'Archivio di Stato di Milano, è forse l'unico in cui il papà della Gioconda, che di solito si presentava come «magistro fiorentino», indica se stesso come Leonardo da Vinci. «Io, Leonardo da Vinci, in qualità di testimone, come sopra sottoscrivo», è la formula in calce al contratto con cui accetta l'incarico. In occasione di Expo, l'Archivio di Stato vuole mettere in mostra il piccolo gioiello, all'interno di una rassegna, spiega Alba Osimo, direttrice vicaria dell'istituzione di via Senato, «dedicata a Leonardo a Milano ai tempi di Ludovico il Moro». Oltre al contratto della Vergine delle Rocce, per ricostruire l'aria che si respirava in città negli ultimi anni del quindicesimo secolo, saranno esposti anche la nota sugli ingegneri e gli architetti ducali, in cui si fanno i nomi di Leonardo e di Bramante, e il privilegio che lo Sforza concesse il 4 dicembre 1497 a Santa Maria delle Grazie. Un quarto documento d'archivio, infine, racconta la Milano di allora: è la lettera che il 30 luglio 1497 il duca invia al sovrintendente dell'erario di corte, Marchesino Stanga, nota anche come il «Memoriale delle cose che ad fare messer Marchesino». Si tratta di un elenco di cantieri aperti in città, per nulla distante dalle nostre cronache locali, in cui, tra le altre cose, il duca ordina a Stanga di sollecitare Leonardo a terminare gli affreschi al refettorio delle Grazie: il celebre Cenacolo. Tra i promotori della mostra, che sarà aperta per tutti i sei mesi dell'evento e che sarà allargata ad altre perle tra i 40 chilometri di documenti attualmente custoditi nell'archivio di via Senato (come i contratti di matrimonio ebraici, i ketubah, o un codice persiano del Seicento), c'è anche Assoedilizia. Achille Colombo Clerici, presidente dell'associazione, ricorda che «Leonardo è l'italiano più famoso all'estero», come emerge da una ricerca dell'Istituto Europa Asia.
Leonardo "testimonial" per attirare turisti stranieri
L'Archivio di Stato di Milano esporrà il contratto di Leonardo da Vinci per la Vergine delle Rocce, firmato nel 1483, in occasione di Expo. Il documento, che conferma l'incarico del maestro fiorentino a realizzare gli affreschi al refettorio delle Grazie, è il solo in cui Leonardo indica se stesso come Leonardo da Vinci. Altri documenti esposti saranno la nota sugli ingegneri e gli architetti ducali, in cui si fanno i nomi di Leonardo e di Bramante, e il privilegio che lo Sforza concesse al Cenacolo. La mostra sarà aperta per sei mesi e sarà allargata ad altre perle tra i 40 chilometri di documenti custoditi nell'archivio.
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