I FONDI sono stati spesi per la progettazione di un'opera che al momento non si sa se e da chi verrà finanziata. Il percorso di 20 chilometri in sotterranea della metropolitana leggera per collegare l'Oreto con Mondello al momento esiste solo nei rendering milionari realizzati dalle imprese alle quali il Comune ha dato l'incarico per la stesura del progetto del primo stralcio dell'opera da 930 milioni. Di tempo le imprese cinque in tutto, capofila la Systra di Roma ne hanno avuto: l'incarico è stato affidato quasi dieci anni fa, esattamente il 18 febbraio del 2005. Dieci anni dopo i progetti sono ancora sulla carta, così come le fatture che il Comune ha saldato: i pagamenti già effettuati agli studi di progettazione ammontano a 5 milioni 175 mila euro, mentre una fattura da quasi un milione è in fase di pagamento. Si tratta di fondi che il Comune ha ottenuto dal ministero dei Trasporti attraverso una legge obiettivo. Ma a fronte di un progetto costato 6 milioni, l'avvio dei lavori per la realizzazione della metropolitana leggera automatica è anche solo ipotizzabile? A fine aprile l'ex assessore alle Infrastrutture del Comune Tullio Giuffrè aveva annunciato che il progetto della metro aveva ripreso quota: «Il primo tratto che verrà realizzato sarà quello che da Oreto arriverà alla stazione di Notarbartolo passando sotto il centro storico: il tragitto si percorrerà in 12 minuti», aveva annunciato l'ormai ex componente dell'esecutivo cittadino lasciando intendere anche di aver ottenuto il via libera della Soprintendenza alla fermata prevista davanti al Teatro Massimo. Ad aprile, in effetti, il Comune ha ottenuto il via libera del ministero delle Infrastrutture ai dettagli tecnici del progetto, i cosiddetti "impianti di sistema". Ma la strada da percorrere perché venga imbastito un cantiere è ancora lunghissima. E impervia. Al momento due mesi dopo il primo parere positivo si attende ancora che la "struttura tecnica di missione" insediata al ministero (si tratta di un comitato di esperti che si occupa di se- guire l'opera per conto delle Infrastrutture) convochi la conferenza di servizi propedeutica all'approvazione finale del progetto. Dal momento della convocazione, la conferenza di servizi ha 90 giorni di tempo per esprimersi. L'estate, dunque, rischia di passare invano. Ed è per questo che il Comune, che ha invece fretta di incassare qualche buona notizia in tema di mobilità, la settimana prossima scriverà al ministero per chiedere di accelerare. In ogni caso neppure l'approvazione del progetto da parte della conferenza di servizi da sola basta: è il Cipe che dovrà dire l'ultima parola. Dopo che la conferenza di servizi approverà il piano dell'opera dovrà predisporre anche una relazione per il comitato interministeriale per la programmazione economica. Ma se il Cipe approverà il progetto, i lavori potranno finalmente partire? Dipende: il comitato, che se approva deve individuare le fonti di finanziamento, dovrebbe accollarsi il 60 per cento dei costi. E il restante 40? A carico della Regione e del Comune, che dovrebbe tentare di reperire i fondi rivolgendosi ai privati attraverso il project financing. Passaggi lunghi e soprattutto incerti che riguardano solo il primo tratto di metro: in ipotesi dovrebbe esserci una seconda linea, fino a Tommaso Natale. Ma questo pezzo di metro, al momento, non è stato ancora nemmeno progettato.