PIEMONTE - UN DIRETTOREunico alla guida di un "Polo speciale", come quelli fiorentino o veneziano, o di un solo museo che li raggruppi tutti, da Palazzo Reale con Armeria e Biblioteca a Sabauad e Antichità. Sul modello dei grandi complessi europei, dalla Tate al Louvre, addirittura all'Ermitage di San Pietroburgo. Entro l'estate il Polo Reale avrà una nuova definizione giuridica, su cui si stanno confrontando gli uffici romani del Mibact. Mario Turetta, direttore regionale dei beni culturali, quale futuro per il Polo torinese? «Il Polo è una realtà consolidata da quando nel 2013 si sono istituiti un percorso e un biglietto unico. E'ormai affermato come identità: la gente cerca sull'web 'polo reale'. E viene percepito come un valore dalla città stessa, dalle istituzioni, dagli operatori. Oltre che da Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e Consulta, con cui abbiamo istituito un tavolo di lavoro che si avvia alla fase finale. Con l'apertura il 4 dicembre della nuova Sabauda si inaugurerà anche l'ultimo collegamento che mancava tra i 5 musei. Dietro a tutto questo c'è un progetto culturale, con la creazione, unico caso in Italia, di un unico museo e la ricostruzione del Centro di comando dei Savoia. In questi anni si è lavorato a tale obiettivo». Ci sono state però polemiche da parte dei sindacati, che hanno ottenuto un incontro a Roma lo scorso 5 giugno. Che cosa è emerso? «Tutti hanno concordato che il Polo di Torino, a prescindere dalla sua conformazione, è una realtà. Se non avessimo avuto una visione, non saremmo a questo punto. Al tavolo romano l'amministrazione del Mibact ai più alti livelli ha sancito l'impegno a individuare la formula giuridica più idonea. Anche le fondazioni bancarie e la Consulta hanno fatto sentire la loro voce, chiedendo che il progetto arrivasse a compimento. Rispetto ai sindacati, ho assunto l'impegno, secondo precise scadenze, di presentare un documento di lavoro, che illustri quanto è stato fatto e quanto resta da fare entro fine anno». Quale l'ipotesi più probabile per il nuovo assetto? «Si arriverà, come è stato fatto per Firenze, Venezia e Napoli, a un "polo speciale", oppure a un unico museo in consegna a un solo soprintendente, mentre al momento sono tre quelli coinvolti, tra beni storico artistici, architettonici e archeologici. Oggi non so quale delle due ipotesi sia più probabile, occorre tenere conto di diversi fattori. Il polo speciale godrebbe di una maggiore autonomia, sarebbe dunque necessario discuterne con il Ministero dell'Economia. Mentre il museo unico rientra nella normalità della nostra amministrazione: ci sarebbe però un unico responsabile, affiancato da curatori, mentre ora i direttori sono cinque. Al momento abbiamo il 50 di possibilità per ciascuna ipotesi. Io intanto continuo a svolgere opera di coordinamento e a dare gli indirizzi, è il mio ruolo». Bene il Polo dei musei reali, ma perché non si riesce a crearne uno anche per le residenze sabaude? «Per le residenze il discorso è più complesso, perché appartengono a proprietà diverse. Si è lavorato in realtà per creare un circuito, occorre però riprendere le fila, l'ultima riunione risale a un anno fa. L'auspicio che lancio è che con la nuova amministrazione regionale si possa al più presto riprendere il progetto, lavorando sul piano della promozione e comunicazione per portarlo al centro dei temi culturali e turistici del Piemonte. Un esempio per tutti è Stupinigi: siamo in continuo contatto con i vertici dell'Ordine Mauriziano per arrivare anche con loro alla creazione di un unico circuito, di cui la Palazzina è di sicuro una delle perle». Per finire, a che punto sono i lavori di recupero dei Giardini reali? «Si è avviata la parte che riguarda gli impianti e le sottostrutture, è invece in fase di approvazione dalla Soprintendenza il progetto di ridisegno delle aiuole nella zona aulica. Dopo una fase di stallo perché mancava l'interlocutore regionale, ora dobbiamo correre per essere pronti per l'Ostensione della Sindone. Anche perché i pellegrini, per accedere al duomo, passeranno di lì».
PIEMONTE - UN DIRETTORE unico alla guida di un "Polo speciale"
Il Polo Reale di Torino, un complesso di musei e siti storici, sta per subire una nuova definizione giuridica. Il direttore regionale dei beni culturali, Mario Turetta, ha detto che il progetto è in fase di avanzamento e che si stanno confrontando gli uffici romani del Mibact per individuare la formula giuridica più idonea. Il Polo Reale è una realtà consolidata da quando nel 2013 si sono istituiti un percorso e un biglietto unico, e ora si cerca di creare un unico museo e di ricostruire il Centro di comando dei Savoia. Ci sono state polemiche da parte dei sindacati, ma tutti concordano che il Polo di Torino è una realtà.
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