Che amministrazioni diverse molto spesso non dialoghino tra loro è un dato ormai assodato, ma quello che è avvenuto in questi giorni allo storico ponte Capodarso supera ogni immaginazione. «In questi giorni - racconta il direttore della Riserva naturale orientata monte Capodarso e valle dell'Imera meridionale, prof. Edoardo Bartolotta - gli operatori di vigilanza della riserva hanno notato l'installazione, da parte dell'Ufficio idrografico regionale dell'Assessorato regionale dell'energia, di una stazione di rilevamento proprio al centro del parapetto dello storico ponte eretto nel 1553 su progetto di due maestri veneziani, da sempre considerato come una straordinaria opera di ingegneria. Per tale installazione, che deturpa in maniera rilevante ed evidente il ponte ad archi, non ci risulta sia stato chiesto alcun nulla osta alle soprintendenze di Caltanissetta ed Enna, tanto meno all'Ente gestore che, per legge, è tenuto a dare la sua valutazione decisiva considerato che il bene architettonico e storico ricade all'interno della zona A della riserva ed è compreso all'interno del Sito di importanza comunitaria Monte Capodarso e valle del fiume Imera meridionale, facente parte della Rete Natura 2000». La segnalazione dell'Ente gestore è stata inviata anche agli assessorati regionali dei Beni culturali e del Territorio e ambiente oltre che alle soprintendenze di Caltanissetta ed Enna. «La direzione della Riserva - conclude Bartolotta - pur ritenendo utile l'installazione delle stazioni di rilevamento idro-termo-pluviometrico per la conoscenza dei fenomeni idro-climatici del territorio siciliano ha invitato l'Ufficio idrografico regionale a spostare urgentemente la stazione di rilevamento, a rimettere i luoghi nel loro stato originale, e possibilmente a ricollocarla negli spazi di competenza dello stesso Ufficio idrografico che si trovano subito dopo l'arcata laterale del ponte Capodarso, in territorio di Enna». Valerio Cimino 10062014