FIRENZE «Mi dispiace per i visitatori ma qui si tratta di diritti, il primo maggio è la festa dei lavoratori pertanto non lavoreremo. Come abbiamo sempre fatto». Alessandra, da 6 anni lavoratrice precaria della Galleria degli Uffizi risponde così alle polemiche che hanno inondato Firenze all'indomani della chiusura dei musei nel giorno della Liberazione. Quest'anno cadeva di lunedì, giorno di chiusura della maggioranza dei musei statali. Come lei altri 279 lavoratori aspettano da anni una stabilizzazzione della loro posizione lavorativa, un'assunzione a tempo indeterminato che di anno in anno viene puntualmente rinviata. Per loro la questione dell'apertura dei musei del 1 maggio è una richiesta a dir poco inopportuna viste le condizioni contrattuali. «Già, il 25 aprile era di lunedì, il 1 maggio è comunque festa e quindi non lavorano, chiedetelo ai sindacalisti il perché» polemizza il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci che giovedì scorso ha incassato il no delle organizzazioni sindacali alla richiesta della apertura straordinaria dei musei. «Abbiamo deciso per la linea dura - dice Giulietta Oberosler della Funzione pubblica della Cgil - seguendo le indicazioni del sindacato nazionale». Non si tratta di soldi che mancano per pagare il personale nei giorni festivi, è una storia di diritti negati che si stringe in un braccio di ferro tra i lavoratori e il ministero dei Beni culturali. Da una parte la necessità di aprire le porte dei tesori artistici alla moltitudine di visitatori che ogni anno accorrono da ogni parte del mondo, dall'altra la volontà di affrontare una volta per tutte il problema della stabilizzazione dei precari che, nonostante la girandola di continue promesse e assicurazioni, rimbalza di anno in anno identico a se stesso. «Non si può chiedere di fare figurare le strutture museali della città a danno dei lavoratori - continua Oberosler - perché se i loro diritti non sono presi in considerazione non vedo perché si debba chiedere la loro disponibilità a lavorare nei giorni festivi». Così, a differenza degli altri anni, stavolta l'accordo di apertura straordinaria dei musei nei giorni festivi tramite compenso aggiuntivo è saltato proprio sulle giornate del 25 aprile e del 1 maggio, mentre è stato raggiunto in quelle di Pasqua, Pasquetta e 15 agosto. I soldi in più che vengono dati nei giorni di apertura straordinaria provengono dal fondo unico di amministrazione dei dipendenti e variano da 20 euro per il giorno di Pasqua a 100 per il 1 maggio. Ma una manciata di euro in più o in meno quest'anno non poteva fare la differenza. «Sul tavolo c'erano il problema della stabilizzazione dei precari, 280 su 1200 dipendenti del sistema museale statale fiorentino - ribadisce ancora Oberosler - e il potenziamento dell'organico, visto che l'età media del personale sta scivolando oltre i 50 anni e, non essendo stato coperto il turnover, si arrva al 70 di presenze coperte dell'organico». Così, per quanto riguarda la giornata del 25 aprile sono rimasti aperti solo quei musei che di fatto non osservavano il giorno di chiusura di lunedì, come la Galleria d'arte moderna, la Galleria del costume, le Cappelle medicee e il museo archeologico. «Non posso escludere del tutto situazioni in cui sia stato trovato un accordo tra il direttore di qualche Galleria con i propri dipendenti - conclude Oberosler - alcune realtà rimangono fuori controllo, del resto il mondo dei Beni culturali è una giungla che prsenta ancora molti punti oscuri». Con contratti di vario tipo, compresi gli ex Cococo che si perdono nei meandri delle ditte esterne e delle cooperative che gestiscono i vari servizi dei musei, da quelli del catering a quelli delle pulizie, da quelli dei bookshop a quelli dei traslochi. Una realtà per certi versi ancoramolto nuova. Ancora tutta da scoprire.
Tutti i precari degli Uffizi Co. - Musei chiusi per le feste
Il 1 maggio, festa dei lavoratori, i musei di Firenze sono stati chiusi, come ogni anno, a causa della mancanza di stabilizzazione dei contratti dei lavoratori precari. I sindacalisti hanno deciso di non lavorare in quel giorno, seguendo le indicazioni del sindacato nazionale. La questione è stata affrontata anche dal soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, che ha deciso di non aprire i musei. I lavoratori precari hanno richiesto di essere assegnati a tempo indeterminato, ma la richiesta è stata respinta. I sindacalisti hanno invece chiesto di essere pagati un compenso aggiuntivo per lavorare nei giorni festivi, ma la richiesta è stata respinta anche in questo caso.
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