CI VOLEVANO i pacifici ma determinati panzer tedeschi per battere l'alleanza di avversità: sollevazioni ambientaliste, resti archeologici sbucati dal terreno, il fallimento della ditta costruttrice. Una congiura astrale contro l'edificazione al Ponterotto di San Casciano Val di Pesa nel nuovo stabilimento dei camper. Ma, a 14 anni dall'acquisto dei terreni, ieri i manager di Laika, organica ad un gruppo familiare tedesco, hanno potuto sorridere alla posa della prima pietra. Un macigno di cemento, in realtà, perché tanto merita l'avvio del cantiere, salutato dall'assessore regionale Simoncini, dai presidenti della Provincia Barducci e degli industriali Bettini, dai sindaci di San Casciano e Tavarnelle, Pescini e Baroncelli, soprattutto dai lavoratori che tirano un sospiro di sollievo: «Finalmente, dopo anni di paura che Laika si stancasse, 260 lavoratori guardano al futuro con fiducia». Il gruppo investe 40 milioni per avere a fine 2015 la nuova fabbrica su 100.000 metri quadrati, 30.000 coperti (4.000 uffici), che raccoglie in un unico sito gli otto stabilimenti sparsi sul territorio. Oltre ad un salto di qualità nell'efficienza, che permetterà di produrre a lotti piccoli quando c'è richiesta, risparmi. «Passando da uno stabilimento all'altro, oggi ogni chassis percorre cinque chilometri» ha spiegato l'ad di Laika Jan de Has, che avrebbe voluto inaugurare lo stabilimento questa estate come ciliegia sulla torta dei 50 anni dell'azienda. Ma superati gli scogli iniziali posti dagli ambientalisti contro il nuovo insediamento industriale e spostato di qualche decina di metri il can- tiere dal punto dove sono emersi resti etrusco-romani ora recuperati e visitabili un anno fa, quando tutto era pronto, sono fallite le due aziende incaricate di costruire. Altri mesi per organizzare la successione e affidare il cantiere alla Colombo costruzione spa, general contractor di Lecco che promette di beneficiare il tessuto locale: «Per più di un anno qui lavoreranno oltre cento persone, la maggioranza fornitori del posto». Quella di Laika è la sfida ad un mercato che ha ricordato de Has «mostra in Italia una dolorosa curva in discesa, con 3.700 nuove unità l'anno contro 15.000 pre crisi». Laika, che in Italia detiene una quota del 10 del mercato e ne ricava il 30, reagisce spostando all'estero il 70 delle vendite e puntando sui mezzi di alta fascia. «Abbiamo cessato la produzione della Serie X, quella base, da cui arrivava il 50 dei ricavi, e lanciamo nove modelli integrali della nuova serie Ecovip, elegante design italiano, avanguardia tecnologica, dinamici, aggressivi, provocatori, per una clientela giovane e sportiva. Si affiancano alle classica serie Kreos e a quella innovativa Rexosline». E così Laika riceve dall'Italia ordini in aumento del 18 tra settembre e aprile, prevede crescita del 10 del fatturato (60 milioni). «Ma la ripresa dice de Has ci sarà solo il prossimo anno». Investimento da 40 milioni, 100 mila metri quadri di superficie: un unico sito per 8 sedi
La pazienza dei tedeschi: prima pietra dopo 14 anni
I manager di Laika, un'azienda tedesca, hanno posato la prima pietra del nuovo stabilimento dei camper a San Casciano Val di Pesa. Il cantiere, che investirà 40 milioni, sarà completato entro il 2015 e sarà situato su 100.000 metri quadrati. La nuova fabbrica raccoglierà gli otto stabilimenti sparsi sul territorio e permetterà di produrre a lotti piccoli quando c'è richiesta. Laazi ha superato gli scogli iniziali posti dagli ambientalisti contro il nuovo insediamento industriale e ha affidato il cantiere alla Colombo costruzione spa. Laazi è una delle principali aziende di camper in Italia, con una quota del 10 del mercato e ne ricava il 30.
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