Imola (Bologna), 9 giugno 2014 - Della 'Città dei matti', a Imola, è rimasto tutto. La storia, la nomea e perfino il prestigio scientifico. Ma quei due manicomi il Lolli, riservato ai pazienti della provincia di Bologna e l'Osservanza, per tutti gli altri cittadini della regione hanno avuto sorti diametralmente opposte, una volta smantellati dalla legge Basaglia (1978). Il primo, recuperato pochi anni fa dall'azienda sanitaria, ospita ambulatori e strutture dell'Asl. Il secondo, invece, inserito in un gigantesco complesso che si estende su 14 ettari con tanto di parco secolare e ben 34 edifici, versa nell'abbandono, in centro città. Di come recuperare il grande complesso, realizzato a partire dal 1890, l'amministrazione comunale ha iniziato a occuparsene fin dagli anni Novanta, ma ancora oggi per i 29.875 metri quadrati di superficie utile dell'area non c'è un'idea chiara e unitaria di riconversione. Sono svariate le proposte che si sono susseguite negli anni, puntualmente accantonate: dagli alloggi a canone calmierato per le fasce grigie della popolazione al campus della musica, dalle botteghe artigiane ai centri di ricerca universitari. Poi la svolta, a metà degli anni Duemila, con la costituzione di una società dedicata, la Osservanza srl, per ridisegnare il volto di quella parte della città, nel frattempo acquisita all'azienda sanitaria, mentre nell'area prendevano forma due opere, slegate dalla visione d'insieme dell'ex complesso manicomiale: il teatro dell'Osservanza per le rassegne teatrali contemporanee e Casa Alzheimer, una struttura dedicata a pazienti affetti dalla malattia. È con la società Osservanza, attiva dal 2004, che i soci (il Comune e Con.Ami, il consorzio pubblico di gestione delle acque) hanno iniziato a vagliare bandi regionali su bandi per accedere a fondi, arrivando a definire un piano particolareggiato che, in teoria, poteva autosostenersi. Ingaggiato lo studio di Gae Aulenti per 300mila euro, alla professionista venne affidato il compito di disegnare la nuova area residenziale, da realizzare ex novo. La vendita degli appartamenti avrebbe finanziato i lavori nei padiglioni, 16 in tutto, rigorosamente vincolati dalla Soprintendenza e di proprietà di Comune, Con.Ami e Fondazione Cassa di risparmio di Imola. Presentato in pompa magna alla città, con tanto di sopralluoghi dell'archistar, il progetto è partito solo in parte, ossia nelle opere di urbanizzazione (parcheggi, piste ciclabili, illuminazione pubblica e sottoservizi) finanziate dalla Regione. Il resto è storia: nel 2012 la decisione di mettere in liquidazione l'Osservanza srl e le quote societarie del Comune vengono cedute al Consorzio, considerato dai più la cassaforte dell'amministrazione. L'accordo di programma con la Regione viene modificato, impegnando Con.Ami a portare a termine i lavori finanziati (altri 3,9 milioni di euro oltre ai 2,2 già spesi) entro maggio 2015. «Nel frattempo abbiamo ricevuto un mandato esplorativo dalla giunta per rivedere le finalità dell'intera area che andremo a proporre nel mercato immobiliare anche estero spiega il presidente di Con.Ami, Stefano Manara . Cerchiamo di valorizzare l'esistente, il residenziale ora non è richiesto dal mercato. Per la zona progettata da Gae Aulenti pensiamo a usi temporanei, come un parcheggio camper e una sgambatura cani, in attesa che il mercato riprenda». Cristina Degliesposti
Imola, la 'Città dei matti' ai senzatetto. Milioni buttati in progetti mai nati
A Imola, in provincia di Bologna, il complesso dell'Osservanza, ex manicomio, versa nell'abbandono. La società Osservanza srl, costituita nel 2004, aveva iniziato a lavorare per la riconversione dell'area, ma il progetto è stato interrotto. La Regione ha finanziato solo parte dei lavori, mentre il Consorzio, che possiede le quote societarie del Comune, è stato incaricato di portare a termine i lavori. La giunta comunale ha ricevuto un mandato per rivedere le finalità dell'area, che potrebbe essere valorizzata con usi temporanei come parcheggi camper e sgambatura cani.
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