BOLOGNA Demenziale dicono da Rimini, e non solo. Giulio Tremonti, neo promosso vice premier, ci prova ancora e prima propone di vendere le spiagge, poi rettifica, corregge, precisa - si fa per dire - e parla di concessioni - testuale - perpetue. Cosa che comunque la si giri non sta in piedi, giacchè, come ragiona l'assessore regionale al Turismo Guido Pasi, «le spiagge e le coste del Paese sono demanio pubblico, cioè beni indisponibili dello Stato ». E come si fa a rilasciare concessioni perpetue, insomma eterne - il che equivale a venderle - di un bene indisponibile? Gli ambientalisti, a livello nazionale (da Legambiente a Wwf) hanno già detto che le coste non si toccano, alla meno peggio si rischierebbe di dare il via libera alla speculazione edilizia.Qualcuno si è domandato: di questo passo, a quando la vendita del Colosseo?... Potremmo aggiungere anche della Torre di Pisa e della Pietà di Michelangelo e di tutti i monumenti del Paese. Ma a Rimini ora si chiedono a che pensi Tremonti, il ragioniere della finanza creativa - si fa per dire. Prendete Guido Menozzi, per esempio, presidente per la Provincia di Rimini del sindacato balneari Sib. «Non so cosa gli sia passato per la testa sulla vendita delle spiagge per poi investire il ricavato in progetti turistici nelMeridione, non può andare a ruota libera su questi argomenti. È poi singolare che lo Stato usi soldi pubblici per fare concorrenza ad altre località turistiche nazionali». Edmo Nanni, presidente della Cooperativa bagnini di Rimini, va dritto al punto: «Ormai è evidente che il governo ha bisogno di soldi e da questo nascono simili proposte. Può essere un'idea per far cassa ma non sono assolutamente d'accordo che il ricavato vada al Sud. Noi chi siamo, non lavoriamo come gli altri?». Insomma, proposta demenziale con il retropensiero palese di affettare in due il Paese, mettendo gli uni contro gli altri. Precisa a sua volta il vice sindaco di Rimini Maurizio Melucci: «Non è per appartenenza territoriale che dico: progetto demenziale. Chiunque possiede un minimo di infarinatura tecnica sa che il primo intervento sulla mobilità turistica nazionale deve essere fatto al Nord, vale a dire là dove giungono più consistenti dall'estero i flussi di ospiti. Se Tremonti e il governo hanno come obiettivo quello di sostenere l'industria turistica attraverso investimenti strutturali, beh, senza prodursi in voli pindarici qui ci sono già un Trc, una terza corsia autostradale, una complanare, una statale 16 che ha bisogno di decise migliorie». Ora Tremonti, strada facendo mentre i sindaci lo impallinavano, ha spiegato che la competenza sulle spiagge è della Regione. A sua volta Pasi risponde: dilettanti allo sbaraglio... E a parte il fatto che quasi quasi gli pare «una barzelletta, le Regioni hanno le competenze sul rinnovo delle concessioni, demandate alle Capitanerie, ma i canoni di concessione sono determinati dallo Stato. Canoni che tra le altre cose il governo ha quadruplicato e il provvedimento è già operativo. Se poi entriamo nel merito, non si può che ravvisare la pericolosità. Le coste sono il confine del Paese, non possono essere vendute o cedute con concessioni perpetue, oppure abandonarle alla speculazione edilizia».
Vendere la spiaggia? Coro contro Tremonti: Una risata lo seppellirà - Repliche dalla Riviera
Il vice-premier Giulio Tremonti ha proposto di vendere le spiagge italiane con il ricavato destinato a progetti turistici nel Meridione. L'idea è stata criticata dagli ambientalisti e dai sindaci di Rimini, che considerano le coste demanio pubblico indisponibile dello Stato. Guido Pasi, assessore regionale al Turismo, ha affermato che le Regioni hanno le competenze sul rinnovo delle concessioni, ma i canoni di concessione sono determinati dallo Stato. Il governo ha quadruplicato i canoni di concessione e il provvedimento è già operativo. Gli ambientalisti e i sindaci hanno criticato l'idea di vendere le coste per evitare la speculazione edilizia e per sostenere l'industria turistica nel Meridione.
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