IL DOSSIER GIUSI SPICA ILBIGLIETTOda visita per chi arriva al parco archeologico di Himera, provincia di Messina, è un cartello con una scritta all'ingresso dei bagni: "Niente acqua". All'altra punta della Sicilia, i visitatori che pagano il biglietto per il Museo Baglio Anselmi di Marsala non possono avvicinarsi ai servizi igienici, chiusi da un mese perché nessuno pulisce. A Tindari e Solunto alcuni turisti sono finiti in ospedale per le punture di zecche nascoste nelle sterpaglie alte che nessuno toglie. E mentre il sentiero che porta al tempio di Segesta è disseminato di buche e massi caduti, a Selinunte a fare da cornice ai templi c'è un mare d'immondizia. Per non parlare delle porte sbarrate nei giorni di festa in più della metà dei 72 siti maggiori dell'Isola. Il motivo? La Regione senza soldi non ha più un euro in cassa per pulizie e manutenzione e l'esercito di mille e 200 custodi ha già esaurito il monte ore per i festivi. Una paralisi denunciata dai sindacati Sadirs e Cobas che per giorno 18 hanno indetto un sit-in davanti agli uffici della Regione: «Servono almeno un milione e 600 mila euro per i servizi di pulizia », spiegano Marco Salerno e Giuseppe Di Paola. «La situazione è drammatica persino negli uffici dell'assessorato che da giorni sono presidiati dai lavoratori delle cooperative cui non è stato rinnovato il contratto», rilanciano Cgil, Cisl e Uil. Con la stagione turistica alle porte, le denunce più impietose arrivano dai turisti. «Mi fa schifo vedere trenini che passano all'interno del parco noncuranti del mare d'immondizia», scrive su Tripadvisor Valentina a proposito del parco di Selinunte. Lo scenario non cambia per i visitatori dei mosaici della Villa romana del Casale, a Piazza Armerina: «L'accesso al posteggio scrive un turista è privo di illuminazione, i bagni fuori uso e le persone sono costrette a fare i propri bisogni in mezzo alle sterpaglie. Scene da dimenticare, e anche l'odore». Brutto spettacolo pure al teatro greco di Taormina: «Sporco, erbacce ovunque, cemento e riparazioni scandalose», attacca un visitatore da Varese. Al museo di Aidone, in provincia di Enna, nemmeno la vista della Venere di Morgantina consola i turisti per l'assenza di servizi: «Bagni chiusi. Incredibile ma vero. In questa bella regione che potrebbe vivere di turismo riusciamo solo a farci male da soli», scrive Laura. Stesso copione al museo archeologico eoliano di Lipari, dove da un mese non c'è più la ditta di pulizie e i dipendenti a turno imbracciano scopa e paletta. Ma non è solo questo a turbare: «Purtroppo dice Rosario da Catania le vetrine sono senza luce, alcune sale non sono visitabili e gli spazi esterni sono trascurati». Il degrado è solo uno dei guai per i beni culturali siciliani. Al parco archeologico di Neapolis, a Siracusa, a urtare è l'assenza di informazioni. «Nessun pannello di spiegazioni, nemmeno una cartina, ne viene rilasciata una piccola dal parcheggiatore che pubblicizza il ristorante all'entrata. Vergognatevi», attacca Mariuccia da Olgiate. E poi gli orari ridotti e le aperture a metà. Un visitatore inglese del museo Paolo Orsi di Siracusa lo dice senza mezzi termini: «È stato deludente scoprire che un'intera area che ospita i tesori più significatici è chiusa al pubblico. Però il biglietto si paga per intero». Stesso commento per Judy: «In bassa stagione chiude alle 13,30. Nient'altro da dire». A restare chiusi la domenica e i festivi sono la maggioranza delle aree archeologiche, da Tusa a Solunto ad Alesa. Se la gestione dei tesori dell'Isola è una Caporetto, la Regione non sa ancora come salvare la stagione: «La situazione è drammatica allarga le braccia l'assessore Pina Furnari perché nella manovra correttiva è stato azzerato il capitolo di bilancio per le pulizie. Ci stiamo attrezzando con convenzioni con i Comuni, che incassano il 30 per cento degli introiti dei biglietti. E abbiamo chiesto all'assessore all'Economia una variazione di bilancio per trovare le risorse».
Siti archeologici, la rivolta dei visitatori "Rifiuti, zecche e bagni inagibili: vergogna"
La Regione siciliana è stata colpita da una grave crisi di pulizia e manutenzione dei siti archeologici e dei musei, a causa della mancanza di fondi. I custodi e i dipendenti delle cooperative di pulizia hanno indetto un sit-in davanti agli uffici della Regione per chiedere almeno 1,6 milioni di euro per i servizi di pulizia. La situazione è drammatica, con molti siti archeologici e musei chiusi o con servizi igienici fuori uso. I turisti hanno denunciato scene impietose, come trenini che passano per i parchi con immondizia, e musei con vetrine senza luce e sale non visitabili.
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