"CULTURA vuol dire esercizio della democrazia". Un dibattito nel cortile di Palazzo Reale, che incorniciava un cielo tale da riassumere tutta la storia dell'arte, dal soffitto della Camera degli sposi di Palazzo Te alle "Nuvole" dipinte da Richter. E di storia dell'arte e beni culturali hanno parlato il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky e il professore della Federico II Tomaso Montanari. «Solo la cultura permette di riconoscersi come collettività anche se tra singoli individui non ci si conosce», ha detto Zagrebelsky, mentre Montanari ha messo l'accento sulla vicenda Nutella in piazza Plebiscito: «Da parte della soprintendenza si voleva evitare una mercificazione e il rischio di trasformare i cittadini in clienti». Se fossero ministri dei Beni culturali a che cosa si dedicherebbero in primis, ha chiesto l'intervistatrice Fiori? «Alla musica» (Zagrebelsky); «A creare un dipartimento di educazione al patrimonio artistico» (Montanari). ( s. cer.)