INIZIA a delinearsi il futuro di campo Testaccio, il primo storico stadio della Roma. Secondo i giudici del Tar, quel che rimane del glorioso rettangolo verde deve essere riconsegnato al Comune. Si chiude così il primo match del lungo contenzioso che negli ultimi due anni ha visto contrapposti il Campidoglio e il Consorzio romano parcheggi, che avrebbe dovuto realizzare un parcheggio interrato per poi ricostruire campo, tribune e spogliatoi. Per il Tar, i costruttori (che lamentavano problemi con le fognature) «non hanno dato l'avvio ai lavori nei termini previsti in convenzione». Ancora, secondo i giudici, l'azienda non ha risposto alle diffide del Comune e non ha sgomberato i propri magazzini dai reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi preliminari, come richiesto dalla Soprintendenza per i beni archeologici. Ora i tifosi sperano che la dirigenza americana della Roma sia interessata a riqualificare l'area. Prima di formulare ogni piano, si dovrà però pronunciare il Consiglio di Stato: «La sentenza del Tar è infondata spiega Giuseppe Lepore, l'avvocato che rappresenta il Consorzio romano parcheggi e la impugneremo ».