PAURA ANCHE PER I SETTE IMPIEGATI DELLA STRUTTURA. UNO DI LORO HA LANCIATO UNA SEDIA AI CRIMINALI MENTRE SCAPPAVANO A BORDO DI UNO SCOOTER ROMINA MARCECA TURISTI sequestrati per rapina e turisti delusi in una città che nega i monumenti anche per colpa della criminalità sempre più spietata. È quello che è successo ieri a San Giovanni degli Eremiti. Al di là dell'inferriata del monumento arabo c'erano otto turiste tedesche in lacrime per avere vissuto cinque minuti di terrore, sotto la minaccia di una pistola. In strada, su via dei Benedettini, invece, si sono radunate decine di turisti spagnoli, americani, inglesi e anche piemontesi, increduli per la chiusura improvvisa dei cancelli. «What's happened?», chiede una turista a un impiegato che toglie il cartello con gli orari delle visite. «Closed», risponde lui tagliando corto. Una rapina violenta in pieno giorno, l'ennesima in città, stavolta è stata messa a segno in un sito storico. Un caso mai successo prima e che ha lasciato sotto shock otto turiste tedesche arrivate in città da poche ore. «È la quarta volta che visito Palermo racconta ancora tremante una di loro e non mi era mai successa una cosa del genere». Le otto donne sono state aggredite, insieme con sette dipendenti della Regione, da due banditi armati di coltello e pistola che ieri si sono mischiati alle turiste all'interno della biglietteria. Hanno calato sul volto le calzamaglie e hanno urlato in siciliano: «Questa è una rapina, dateci i soldi, dateci i soldi. La chiave, la chiave della cassaforte ». I quindici sono stati sequestrati intorno alle 15 dentro alla biglietteria per poco più di cinque minuti, ma sono stati attimi di terrore. Le turiste hanno iniziato a piangere e a urlare. Due impiegate sono svenute, due loro colleghi hanno tentato una reazione ma sono stati subito bloccati. I due hanno arraffato un bottino di cirsaforte. ca duemila euro tra parte dell'incasso delle visite e i soldi addosso alle quindici vittime. Hanno inforcato il casco e sono fuggiti a bordo di uno scooter all'interno di Ballarò. «Ho visto il custode che è uscito in strada e ha lanciato una sedia all'indirizzo dei fuggiaschi », racconta un testimone in strada. La cassaforte è rimasta inviolata, gli impiegati non hanno le chiavi. È un incaricato della Soprintendenza a conservare più volte al giorno gli incassi in cas- La speranza di rintracciare i rapinatori è affidata alle indagini della squadra mobile, che sta passando al setaccio i brogliacci con i nomi dei visitatori delle ultime settimane, e della polizia scientifica. Uno degli impiegati ha raccontato che alle mani dei malviventi ha visto guanti che lasciavano scoperte le dita per metà. Alle turiste e agli impiegati ieri è arrivata la solidarietà del sindaco Leoluca Orlando. Agli occhi degli investigatori, intanto, non è sfuggita la mancanza del sistema di videosorveglianza all'interno di San Giovanni degli Eremiti, già saccheggiato delle grondaie in rame due anni fa dopo la riapertura. E poche ore dopo il colpo scoppia la polemica dei sindacati sui sistemi di sicurezza. «Siamo all'anno zero. La carenza dei fondi ricade sulla sicurezza. Dove ci sono, le telecamere non funzionano. Molte linee telefoniche sono state tagliate. La facilità di azione in questi siti significa che presto diventeranno un bancomat per i criminali», denuncia Giuseppe Di Paola, coordinatore regionale Beni culturali del sindacato Sadirs. Lunedì scorso a essere preso d'assalto è stato il sito archeologico di Segesta: bottino 30 mila euro, gli incassi di quattro giorni. Per il 18 giugno Cupas, Codir e Sadirs, hanno organizzato un sit-in davanti all'assessorato ai Beni culturali. «Anche il sistema delle biglietterie è preistorico, andrebbe abolito attivando sistemi di rilascio ticket online o attraverso esercizi commerciali convenzionati, turistici e alberghieri. Proponiamo scrivono i sindacati in un comunicato l'attivazione di Pos per evitare altri saccheggi e salvaguardare il personale. E intanto il personale di vigilanza e i custodi sono stati diminuiti nei giorni festivi ».