«Il sovrintendente Orazio Micali va reintegrato al suo posto di lavoro». Lo hanno deciso i giudici che hanno accolto il ricorso dell'architetto (presentato al Tribunale amministrativo regionale e al Giudice del lavoro) che era stato "rimosso" dal suo incarico per decisione dell'allora assessore ai beni culturali Mariarita Sgarlata. Una decisione che scatenò, oltre al ricorso ai giudici anche una valanga di polemiche e una interrogazione parlamentare a firma dei deputati Calogero Firretto dell'Udc e Enzo Vinciullo dell'allora Pdl. «Sarebbe interessante sapere - hanno scritto i due deputati regionali nell'interrogazione presentata alla fine di ottobre dello scorso anno - a quale criterio risponde la rescissione anticipata del contratto del soprintendente di Siracusa che notoriamente sarebbe dovuto rimanere in carica sino al 2014». La nomina a sovrintendente di Siracusa risale al 10 aprile del 2011 e fu firmata dall'allora assessore regionale ai beni culturali Messineo. Micali proveniva da dalla soPrintendenza di Messina, dove aveva diretto la sezione Beni paesaggistici e ambientali per Messina e l'area dello Jonio. In precedenza l'architetto Micali aveva diretto il museo di arte moderna e contemporanea «Francesco Messina» a Linguaglossa. Prima ancora, dal 2004 al 2009, aveva diretto l'Ufficio speciale del polo museale della soPrintendenza di Catania. Adesso la decisione dei giudici che apre una nuova fase per la sovrintendenza di Siracusa. 06062014