Sotto esame in particolar modo il ventennio fascista e l'attenzione alla ricerca archelogica finanziata dal regime per scopi politici da sinistra: panvini, abbate, barone e sammito durante la conferenza Terra da scoprire palmo a palmo, la Sicilia è archeologia. Non c'è anfratto che non custodisca reperti antichi, ogni area è culla di stratificazioni di culture e popoli. Condensando l'interesse in una data fase storica, quella tra le due guerre, si farà luce su questa Sicilia, in parte ancora da scoprire, nel corso della tre giorni convegnistica "L'archeologia in Sicilia tra le due guerre", che si svolgerà alla Fondazione "G. P. Grimaldi" da oggi a sabato con la partecipazione delle nove soprintendenze siciliane. Il periodo preso in considerazione è in particolare il ventennio fascista. Il Fascismo giocò, infatti, un ruolo fondamentale nella ricerca archeologica finanziata per scopi politici e in cui si saldò il rapporto tra la scienza e il potere politico. Gli anni '20 e '30 sono stati particolarmente ricchi per lo studio dell'archeologia romana e la storia romana per le connessioni dirette con gli interessi del periodo fascista. Riferimenti importati in questo convegno regionale sono le ricerche operate da archeologi del calibro di Paolo Orsi, Biagio Pace, Luigi Bernabò Brea, Giuseppe Agnello che coprono un arco temporale enorme e meritevole di essere analizzato e studiato. Anche la famiglia Grimaldi di Modica ebbe un ruolo strategico nelle ricerche archeologiche all'inizio del '900, per non parlare del giovane allievo di Paolo Orsi, Salvatore Minardo, di cui ricorrono i cento anni dalla scomparsa. La tre-giorni, promossa dall'Assessorato regionale per i Beni culturali e dalla soPrintendenza di Ragusa, e patrocinato dal Comune di Modica, dal Consorzio turistico, dall'Ente Liceo Convitto, che si farà cura di pubblicare gli atti del convegno, è stata illustrata ieri in conferenza stampa a palazzo San Domenico, presenti la sovrintendente di Ragusa Rosalba Panvini, il presidente della Fondazione "G. P. Grimaldi", prof. Giuseppe Barone, il sindaco, Ignazio Abbate, l'assessore alla Cultura, Orazio Di Giacomo, quello al Centro storico, Giorgio Belluardo, l'archeologa Annamaria Sammito, e il presidente della Commissione bilancio, Luigi Giarratana. Con questo evento, che chiuderà il ciclo della mostra "I tesori di Modica tra le due guerre", la cui fruizione al Palacultura è prolungata fino al 31 luglio, l'amministrazione comunale vuole avviare una nuova politica di sostegno della ricerca archeologica. "Nel prossimo bilancio è inserita una voce che finanzia gli scavi a Cava Ispica - ha detto il sindaco -. La ricerca della nostra storia antica e delle nostre identità sono valori assoluti che vanno alimentati e sostenuti". Il Consorzio turistico, inoltre, attiverà presto un bus navetta da Modica al parco archeologico di Cava Ispica. V. R. 05062014