Il sindaco di Varese chiede l'intervento urgente del Governo perché l'immobile versa ormai in condizioni critiche Varese, 4 giugno 2014 - I "vetrini", strumenti inseriti nelle spaccature dei muri dell'ex caserma, parlano chiaro: le condizioni del fabbricato in piazza Repubblica si aggravano di giorno in giorno. I tempi per arrivare al dunque però sono ancora lunghi. Niente, se non piccoli interventi di rimozione di tegole e materiale pericolante, potrà essere fatto prima di settembre. Nel frattempo il traffico varesino paga lo scotto dello stallo prolungato sull'immobile, vincolato dalle Belle Arti benché sull'orlo del crollo. Nelle intenzioni dell'Amministrazione e in accordo con la Regione che finanzierebbe una parte dell'intervento con 15 milioni, dovrebbe essere parzialmente abbattuto e diventare il teatro stabile di Varese, ma in attesa di avere il via libera richiesto più volte alla Soprintendenza non può essere toccato. È stata dunque confermata la chiusura di via Spinelli disposta dal Comune ed estesa settimana scorsa anche a vicolo San Michele per il rischio che il vecchio manufatto ci crolli sopra. Così alla prima interferenza sul traffico mezzo centro città si paralizza tra via degli Alpini e via Sant'Imerio. Il sindaco Attilio Fontana si appresta a scrivere al presidente del Consiglio Matteo Renzi per chiedere lo sblocco dell'intervento sull'ex caserma vincolata con lo sblocca-Italia annunciato dal governo. Il premier, infatti, ha inviato una seconda lettera ai sindaci chiedendo di segnalare i cantieri fermi e le opere congelate da intoppi burocratici. A Varese il sindaco non ha avuto dubbi. "Sicuramente chiederemo di intervenire sulla caserma per permetterci di andare avanti - spiega Fontana - Se non avessimo il vincolo del patto di stabilità avremmo a disposizione 28 milioni di euro per le opere che per assurdo al Comune non è permesso di utilizzare a vantaggio della collettività. Intanto aspettiamo i fatti e speriamo che si sblocchino presto i due interventi che abbiamo segnalato sulle scuole già finanziati". Ma come sta la caserma oggi? "È in lento ma progressivo deterioramento - spiega Carlo Baroni, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici - Con i vetrini inseriti nelle fessure viene effettuato un monitoraggio costante della dilatazione. Negli ultimi mesi risulta ancora aumentata. Per prevenzione toglieremo a giorni le tegole pericolanti e i camini in modo che non diventino ragione di pericolo ulteriore". Se gli si chiede quale sia la probabilità di un crollo improvviso, il vicesindaco chiarisce che l'ipotesi pur non essendo esclusa è tra le meno probabili. "È più facile che si sgretoli perdendo un pezzo alla volta - commenta Baroni - In ogni caso c'è la necessità di intervenire con un certa urgenza. Tutti a questo punto speriamo in Renzi". "Di battuta in battuta speriamo che Renzi sblocchi la città - dice Alessio Nicoletti, consigliere comunale di Movimento Libero - Sulla caserma mi meraviglio della richiesta, vuol dire che allora i soldi promessi dalla Regione non ci sono? Oppure che secondo il Comune deve essere Renzi a intervenire sul vincolo della Soprintendenza? Credo che nemmeno il primo ministro possa chiedere alla Soprintendenza di evitare di svolgere il proprio ruolo. Spero piuttosto che Renzi possa sbloccare tante altre cose, prima di tutto le manutenzioni della città oltre alle scuola. Un governo buono, che sia locale e nazionale, deve pensare prima all'essenziale".