Milena. Interrogazione del gruppo consiliare di minoranza sulle condizioni della fattoria-convento di San Martino. È quanto ha inteso fare il gruppo consiliare di cui fanno parte il capogruppo Gioacchino Palumbo e i componenti Concetta Aurora Ingrasci, Rosalba Pellegrino, Rosa Provenzano e Giuseppina Virciglio. Partendo dal presupposto che «spetta al Comune la tutela e la valorizzazione dei beni ARCHEOLOGICi e storici del Comune, nonché il patrimonio naturale storico, artistico e archeologico», la minoranza ha rilevato: «Oggi il monastero-fattoria di San Martino, che risale al 1400, non è che un rudere abbandonato a se stesso, a ricordo di un lontano passato che è testimonianza della storia di Milena; l'immobile, e le aree circostanti, proprietà di privati cittadini, necessita di urgenti interventi di manutenzione straordinaria». La minoranza ha anche ricordato che il Comune, per il monastero è dotato di progetto di massima, regolarmente inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche approvato nel 2002. Un progetto che mira al recupero dell'esistente insediamento del complesso di San Martino e al restauro dei manufatti ancora recuperabili di notevole pregio. «L'immobile è di notevole interesse storico ed antropologico - ha insistito la minoranza ma i ruderi di San Martino continuano a crollare pietra dopo pietra nell'incuria e nel più completo disinteresse di quanti dovrebbero e potrebbero almeno salvare quel qualcosa di bello e interessante che è rimasto del luogo da cui prese forma la nostra Comunità, si intendono i due portali del monastero-fattoria che costituì il primo centro di aggregazione religiosa, culturale ed economica». Per questa ragione, la minoranza ha chiesto «se è nelle intenzioni dell'Amministrazione comunale fare proprie le richieste che provengono da diversi cittadini che propongono di smontare l'arco del portale d'ingresso del Monastero-fattoria di San Martino con lo scopo di restaurarlo eventualmente in altro luogo o in alternativa procedere al puntellamento delle parti pericolanti della struttura, per garantire, al contempo la salvaguardia dell' incolumità pubblica». 04062014