STANGATA Tasi sugli immobili vincolati dai Beni Culturali. Tagliate le agevolazioni del 50 sui 1.781 appartamenti storici sotto le Torri, per i proprietari si profilano aumenti fino a 200 rispetto all'Imu del 2012, a prescindere dalla categoria dell'immobile (che può scendere anche ad A3 o A4). Ma le brutte sorprese sono dietro l'angolo anche per altre categorie, in particolare le famiglie con due o più figli. Anche qui si registrano balzi del 100 rispetto all'aliquota Imu 2012, nonostante il fondo di 500mila euro per le famiglie istituito dal Comune. E il direttore di Nomisma Luca Dondi non si stupisce: «Non è vero che a Bologna la nuova Tasi equivale alla vecchia Imu. È stato un errore di comunicazione dirlo, perché in realtà si paga di più. E il peggio deve ancora venire». Il peggio arriverà in effetti l'anno prossimo, quando sarà cancellata l'aliquota massima al 3,3 per mille, e Palazzo d'Accursio ha già detto di voler portare la Tasi al 4,3 per mille. Una prospettiva che rischia di spaventare non poco coloro che già quest'anno si ritrovano un bollettino assai più salato di quel che credevano. I più tartassati per ora sono i proprietari di immobili storici e vincolati dalla Soprintendenza. Secondo il Comune si tratta in totale di 1.781 edifici. Non tutti però sono immobili di pregio: «Ce ne sono alcuni accatastati come A2, quindi di lusso, e altri come A4, quindi popolari » spiega Dondi. Si tratta di immobili che avevano tariffe agevolate con l'Ici, confermate poi dall'Imu, che manteneva uno sconto del 50, considerando che tali immobili necessitano di lavori e ristrutturazioni obbligatori per i proprietari, proprio in virtù del loro valore storico. La Tasi introdotta dal governo Letta al posto dell'Imu, confermano invece dal settore Entrate del Comune, cancella tali agevolazioni, creando contraccolpi pesanti, fino a triplicare l'Imu 2012. Ma questa non è l'unica categoria sotto lo schiaffo della nuova tassa: anche nei bollettini di tante famiglie sono arrivate in questi giorni brutte sorprese. Il Comune ha previsto un fondo di 500mila euro per coprire le agevolazioni sui figli a carico dell'Imu, non previste dalla Tasi. Ma molti di coloro che rientravano in quelle detrazioni non rientrano nei parametri comunali per avere il "bonus" per i figli carico. Com'è possibile? «Il problema spiega Dondi è che il Comune di Bologna ha introdotto delle detrazioni che si calcolano soltanto sul valore catastale, e non sul carico familiare. È un calcolo più semplice rispetto a quello che incrocia entrambi gli elementi, ma che rischia di creare delle storture, lasciando fuori molte famiglie, perché l'aliquota minore della Tasi, senza detrazioni, risulta alla fine più alta rispetto all'aliquota maggiore dell'Imu, con le detrazioni». Il risultato è che la nuova tassa è più cara. Ed è più cara, secondo i calcoli di Nomisma, soprattutto per chi ha un appartamento catalogato come A3, il tipo più diffuso: «Si tratta di 150mila immobili su 220mila. Sono questi proprietari quelli che potrebbero vedere aumentare di più l'importo della loro tassa». Diversamente, a pagare di meno saranno i single proprietari di case catalogate come A2, di lusso. Una deformazione indotta dal meccanismo stesso della Tasi, come spesso sottolineato dal Comune. «Quel che posso consigliare a Palazzo d'Accursio è comunque di rivedere il sistema delle detrazioni conclude Dondi perché fatte così, calcolate solo sul valore catastale dell'immobile e non sul carico famigliare, creano distorsioni evidenti».
Tasi, stangata sugli edifici storici via le agevolazioni rincari fino al 200
Il Comune di Bologna ha introdotto una nuova tassa sugli immobili vincolati dai Beni Culturali, che cancella le agevolazioni del 50 sui 1.781 appartamenti storici sotto le Torri. I proprietari di questi immobili potrebbero vedere aumentare di fino a 200 rispetto all'Imu del 2012, a prescindere dalla categoria dell'immobile. Le famiglie con due o più figli potrebbero registrare balzi del 100 rispetto all'aliquota Imu 2012, nonostante il fondo di 500mila euro per le famiglie istituito dal Comune. Il direttore di Nomisma Luca Dondi afferma che la nuova tassa è più cara, soprattutto per chi ha un appartamento catalogato come A3, il tipo più diffuso.
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