IL MURO si è sgretolato all'alba come un wafer. «Per fortuna non c'era nessuno là sotto sospirava suor Sherin, indiana, da qualche anno in servizio nella confinante chiesa di San Francesco dalle 10 del mattino per esempio questo luogo è frequentato dalle mie consorelle che ci lavorano». La porzione della cinta del Palazzo Ducale (indicativamente una decina di metri per tre d'altezza) ha ceduto all'improvviso una settimana fa, rovinando su due locali della chiesa e rompendo una conduttura dell'acqua che ha in parte allagato l'abside. Inevitabile evocare le ultime disgrazie di Pompei e il crollo di un parte di tetto alla Reggia di Caserta. Anche perché lo 'smottamento' ha investito il cosiddetto 'ospedale dei capolavori feriti dal terremoto', sede di restauro e di ricovero di tutte le opere colpite dal sisma emiliano del maggio 2012, a sua volta oggi ferito dopo il cedimento del 30 maggio. MA IL SOPRINTENDENTE ai Beni artistici di Modena e Reggio Stefano Casciu ha subito frenato: «Intanto va verificato se quel muro appartiene effettivamente a Palazzo Ducale ed è quindi di proprietà del ministero dei Beni culturali. Teniamo presente che il crollo ha riguardato un muro addossato all'antica cinta muraria del Giardino segreto del palazzo, che è rimasta intatta». All'incidente insomma si aggiunge una sorta di thriller catastale: quando il muro è collassato il Comune è intervenuto dolendosi per l'accaduto e dando per scontata la titolarità del ministero. Il soprintendente però non ha gradito, innescando una polemica con il sindaco Luca Caselli. Quel muro, spiega la soprintendenza, è stato costruito e aggiunto all'originale nell'Ottocento, quindi sostanzialmente due secoli dopo la realizzazione del perimetro originario della residenza estiva del duca Francesco I d'Este. Di fronte al punto di rottura inoltre ci sono delle abitazioni di privati in stato di abbandono. IL FATTO è che a una settimana di distanza bisogna risolvere questo nodo: delle due l'una, o il muro appartiene al ministero oppure alla chiesa e quindi alla diocesi di Reggio Emilia. «Questo non vuol dire che se fosse nostro non ce ne occuperemmo», precisa Casciu. Naturalmente, ma l'impegno sarebbe senz'altro diverso, vista anche la penuria di fondi che arrivano dal ministero. «Il budget a disposizione varia di anno in anno. L'anno scorso per tre monumenti la Galleria estense di Modena, Palazzo Ducale di Sassuolo e Palazzo Coccapani abbiamo avuto a disposizione 90mila euro».