PROGETTI fermi, cantieri che tardano a partire, accordi frutto di anni di mediazione che ancora non vedono la luce, infrastrutture nate e morte sulle pagine dei giornali. Con l'arrivo dello "Sblocca Bologna", in città potrebbero partire cantieri per almeno 2 miliardi di euro, a stretto giro di posta. Per questo istituzioni, operatori economici, costruttori, guardano al provvedimento "Sblocca Italia" annunciato dal premier Matteo Renzi. E intanto cominciano a compilare la loro lista di "desiderata": ieri Renzi ha scritto ai sindaci chiedendo di mandare un'e-mail entro il 15 giugno. Per l'edilizia scolastica ha funzionato: in città arriveranno 5 milioni di euro per la costruzione di 5 nuove scuole, con un investimento totale di 26 milioni. «Già se ci danno quei soldi, possiamo partire con i cantieri dei nuovi istituti scolastici - dice l'assessore ai lavori pubblici, Riccardo Malagoli - poi dobbiamo capire quale sia la dimensione degli interventi su cui il Governo vuole intervenire». Il grido d'allarme dei costruttori del resto ormai risuona da anni. «Sui territori la situazione è critica, siamo alla paralisi, l'anno scorso a Bologna i diversi appalti hanno avuto un valore di 26 L'ANALISI ELEONORA CAPELLI Pmilioni di euro - spiega il direttore dell'Ance, Carmine Preziosi, citando i dati dell'osservatorio Sitar - mentre fino a 7 o 8 anni fa questa cifra arrivava a 150 milioni. La cifra degli appalti si è quindi ridotta a un settimo». L'urgenza di invertire la tenden- za, per rilanciare investimenti e occupazione, si spiega tutta in queste cifre. E nel numero di anni di ritardo che ogni progetto avanzato in città ha totalizzato. Il Nimby Forum, una ricerca nazionale sulle contestazioni territoriali sulle grandi opere, ha individuato 30 impianti bloccati in Emilia Romagna, tra cui il discusso Passante nord. La Regione è ottimista, il ministro Lupi è stato categorico e qualche mese fa ha dichiarato: «Il passante si deve realizzare». Ciò non di meno, il progetto di cui si parla da dieci anni è nell'ennesima fase di stallo, con gli enti locali che hanno indicato un percorso da 39 chilometri, Società Autostrade che non ha ancora sciolto le riserve, e l'intesa finale che ancora manca. Questa pratica da sola vale tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro. Nella "pubblicistica" ormai classica delle infrastrutture bolognesi, di cui si parla all'infinito, una riunione del Cipe dopo l'altra, una conferenza dei servizi dopo l'altra, al Passante si abbinano altri due nodi stradali: quello di Casalecchio e quello di Rastignano. Per quest'ultimo, Rfi ha pubblicato il bando per la realizzazione del primo stralcio (lavori per 20 milioni di euro), le imprese interessate dovranno farsi avanti entro il 10 luglio. Il secondo stralcio della stessa opera varrebbe altri 20 milioni. Il nodo di Casalecchio invece, lavori per 150 milioni (si possono trovare articoli datati 2007 che parlano dell'intervento decisivo dell'allora ministro Antonio Di Pietro) è progettato e finanziato per la parte stradale (manca quella ferroviaria) ma secondo Preziosi si troverebbe «bloccato da passaggi burocratici». Per quanto riguarda invece i fondi dell'ex Metrò (326 milioni in tutto, di cui 236 statali) fa il punto l'assessore al traffico Andrea Colombo. «I fondi sono stati assegnati ma non sono nelle casse comunali - spiega l'assessore - noi stiamo lavorando per consegnare al ministero il progetto definitivo entro la fine del mese. È chiaro che quando il ministero lo riceverà, più rapida sarà l'istruttoria e meglio sarà per tutti. Anche perché si tratta di quegli investimenti sul trasporto pubblico che daranno la "scossa elettrica" alla mobilità bolognese». Si potranno comprare 55 nuovi filobus che andranno sulle linee 19, 20, 25 e 27 al posto dei bus più inquinanti, mentre per il servizio ferroviario metropolitano ci saranno 6 nuove stazioni (da Borgo Panigale, ai Prati di Caprara a San Vitale) e 20 nuovi treni. «In termini generali, auspichiamo anche l'allentamento del patto di stabilità - spiega Colombo - perché abbiamo soldi in cassa che potrebbero finanziare cantieri e creare nuovi posti di lavoro». Renzi ha parlato anche di semplificazione del sistema dei bandi, e in questo senso potrebbe trarne vantaggio anche il Tecnopolo dell'ex Manifattura. Dopo l'ok della soprintendenza, ora sono in corso le indagini ambientali propedeutiche alla conferenza dei servizi, il bando è previsto per l'autunno. In questo caso si tratta di un pacchetto da 58 milioni, compresi i 18 milioni di valore degli immobili. Nel frattempo sta andando avanti la gara per le demolizioni degli edifici che dovranno poi essere ricostruiti. Su una cosa il premier ha messo comunque tutti d'accordo: la chiave di volta per far ripartire investimenti e occupazione può essere quella di «piccole e medie opere diffuse sul territorio», oltre alle grandi opere che si trascinano da anni e che per ora hanno prodotto solo montagne di progetti e scartoffie.
Quei cantieri fermi da anni che possono ripartire con lo "Sblocca-Bologna"
Il premier Matteo Renzi ha annunciato l'istituzione di un nuovo provvedimento, "Sblocca Bologna", che potrebbe portare a partire cantieri per almeno 2 miliardi di euro in città. L'istituzione ha chiesto ai sindaci di compilare una lista di "desiderata" entro il 15 giugno. Per l'edilizia scolastica, il governo ha già funzionato, assegnando 5 milioni di euro per la costruzione di 5 nuove scuole. I costruttori del resto ormai grido d'allarme, con la situazione critica sui territori e la paralisi degli appalti. L'Ance ha calcolato che la cifra degli appalti si è ridotta a un settimo rispetto a 7-8 anni fa.
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