IL 2014 è ormai al giro di boa. Arriverà presto il 14 agosto, data della morte di Augusto. E il 23 settembre, giorno del suo compleanno. Ma è ormai diventato una chimera l'annuncio che della nuova piazza a lui intitolata sarà posta la prima pietra entro quest'anno: l'anno del bimillenario dalla morte del primo imperatore di Roma. C'è infatti un macigno sul progetto che, ben otto anni fa, vinse il concorso internazionale per la riqualificazione di quella piazza Augusto Imperatore ricavata negli anni Trenta demolendo 120 abitazioni. Un blocco burocratico e ideologico sta infatti impedendo al disegno della nuova piazza cittadina di diventare realtà. Di passare, ossia, da progetto definitivo a esecutivo. È il no del ministero Beni culturali. Il braccio di ferro è tra Francesco Cellini e Federica Galloni. Entrambi architetti. Lui è il progettista che al fianco i compianti Renato Nicolini e Mario Manieri Elia, nel 2006 sbaragliò la gara tra architetti per riqualificare la piazza proponendo un progetto soft che ricucisse il filo strappato tra il livello della città e quello della storia, tra le vie moderne e il piano ribassato del mausoleo. Lei è l'architetto che guida da anni la direzione regionale del Lazio del ministero Beni culturali e che ha il compito di porre il vincolo statale sulle opere che intervengono nel paesaggio: Galloni, per fare un esempio, ha detto sì alla cupola di Fuksas in via Tomacelli e al disegno di Portoghesi su piazza San Silvestro; ma ora punta i piedi per il prato intorno al mausoleo. Meglio, per l'inclinazione del manto erboso. Oggetto del contendere, infatti, non sono le due scalinate che, partendo dall'abside di San Rocco e da quello di San Carlo, scenderanno verso l'ingresso della tomba di Augusto. Ma si dibatte - e Cellini è già arrivato alla 48esima versione del progetto - sulla pendenza del prato che, quasi senza soluzione di continuità, dovrebbe correre dai monumentali porticati del Ventennio fino a sei metri di distanza dal corpo di quel meteorite di mattoni e pietre che accoglieva le regali spoglie imperiali e che dal 2007 è stato oggetto di una accurata campagna di scavo, diretta da Paola Virgili, della Sovrintendenza comunale. Cellini il cui progetto era stato applaudito nel 2006 da due archeologi della commissione giudicante quali Angelo Bottini e Eugenio La Rocca ha già inclinato di un 6 gradi, rispetto alla linea originaria, il prato che circonda il monumento. Ma non vuole sentire parlare di «gradoni ». Ossia della discesa graduale che - è in sostanza l'opinione della Galloni - «permette di non offuscare la visione da lontano del mausoleo di Augusto». L'incontro a gennaio tra i due architetti negli uffici al San Michele è stato un vero scontro. Cellini ha dimostrato che non di cemento armato ma di "terra armata" sarà fatto il terrapieno che sosterrà il prato. E ha dichiarato di non voler apporre ulteriori modifiche al progetto approvato nel 2013 dal Comune e sottoscritto, tra gli altri, dall'ex soprintendente archeologo Bottini. Galloni gli ha risposto mettendolo letteralmente alla porta: «Chi è lei per venirmi a dare degli aut aut? - si è sentito dai corridoi - Che il Comune abbia validato il progetto per lo Stato non conta!». Da allora i due non si sono più sentiti. Intanto l'assessore all'urbanistica Giovanni Caudo e la giunta comunale tutta hanno approvato la delibera che sblocca innanzitutto 12 milioni e 200mila euro - dopo il definanziamento sotto Alemanno - per rimettere in moto la macchina. E il pd Gianni Paris, preso dall'entusiasmo, si è anche sbilanciato: «Entro l'estate ci sarà la pubblicazione della gara d'appalto». Il Campidoglio si affida all'ufficio Città stori- ca, guidato da Porfirio Ottolini, per mettere fretta a Cellini. Il professore di Roma Tre è invitato a presentare il progetto esecutivo, anche se il definitivo non gli è stato ancora pagato. Il Comune vuole assolutamente mettere la parola «inizio» alla nuova piazza. Ed è pronto con l'opzione "appalto integrato": la ditta che lo vince pensa poi anche all'esecutivo, con le solite, gravi manomissioni dell'originario. Nell'attesa, la fine del bimillenario s'avvicina. E il mausoleo di Augusto rimane circondato da incuria, cartacce, cartoni e scartoffie. RIPRODUZIONE RISERVATA Il "no" dei Beni culturali fa slittare l'avvio entro il 2014, bimillenario della morte dell'imperatore Il Comune vuole mettere la parola inizio ai cantieri ed è pronto all'"appalto integrato" LA GRADONATA Nella foto la sistemazione intorno al Mausoleo prima degli scavi: la forma del prato è al centro delle critiche del ministero