LA GIORNATA NUOVE tariffe e nuovi abbonamenti da luglio, in attesa di realizzare il progetto accessibilità con il pagamento elettronico in tutti i poli espositivi in vista dei sei mesi di Expo. Arriva il nuovo ticket per gli otto musei e gallerie comunali: non più costi diversi da un indirizzo all'altro ma un unico ingresso da 5 euro, se intero, e da 3, per il ridotto. Un aumento che deriva dall'adeguamento Istat, in diversi casi mai aggiornato negli ultimi undici anni, ma che va anche oltre il 20 per cento canonico: l'obiettivo, infatti, è non soltanto quello di aumentare i ricavi dal settore musei, ma anche quello di uniformare i costi. Oggi si entra gratis alla Galleria d'arte moderna, all'Acquario civico e a Palazzo Morando, si pagano 3 euro (1,50 il ridotto) al museo di Storia naturale e al Castello sforzesco, 2 euro (1 il ridotto) al museo del Risorgimento e all'Archeologico e solo al museo del Novecento c'è già il ticket da 5 euro (3 per chi ha l'ingresso ridotto). Con gli aumenti, però, arrivano anche due tipi di tessere scontate: l'ingresso annuale per tutti i musei a 35 euro e una tessera valida per tre giorni il tempo medio stimato per visitare gli otto musei milanesi a 12 euro. L'adeguamento delle tariffe «necessario, visto che da troppi anni era fermo» è stato studiato in questi mesi dagli uffici dell'assessore alla Cultura Filippo Del Corno, che hanno anche fatto una stima di quanto potrebbero aumentare gli incassi dei musei e, di conseguenza, le entrate del settore: nel 2014, considerando i sei mesi da luglio in poi (e considerando che, quest'anno, non ci sarà la gratuità dei musei ad agosto), si prevedono 345mila euro di maggiori incassi rispetto al 2013. Una cifra che compone l'aumento complessivo delle entrate previste per quest'anno: 955mila euro, il 50 per cento in più dello scorso anno, grazie soprattutto ai 510mila euro di entrata eccezionale per eventi di aziende private nel cortile del Castello a gennaio e febbraio. La spesa, invece, resta sostanzialmente in linea con lo scorso anno: «Nonostante le difficoltà economiche riusciamo a non diminuire i fondi per la cultura spiega Del Corno , ma questo è il livello minimo consentito di investimento pubblico: soltanto mettendo più risorse sulla cultura si possono attrarre altri sponsor privati, innescando un meccanismo virtuoso».