Lettera aperta a Biffoni: dalla questione dei trasporti fino allo statuto, ecco cosa non va Prato, 31 maggio 2014 - Gentile sindaco, i problemi e le molte questioni aperte a cui dovrà rispondere in questi primi giorni del suo mandato non saranno certo pochi, e tra questi anche quelli riguardanti il Centro Pecci di cui ha assunto contemporaneamente la presidenza come previsto dallo statuto. Chi le scrive ha avuto l'onore e l'onere di dirigere il museo per oltre sei anni e sebbene ormai da molti mesi lontano da Prato, una città a cui devo molto e alla quale sono ancora molto affezionato, mi permetto di scriverle alcune brevi note all'inizio di questo suo gravoso impegno. Per chi ha vissuto all'interno del museo sono argomenti noti, spero che a lei servano per un'utile riflessione in un momento molto importante per la vita della città e di questa istituzione che si prepara a un nuovo corso con l'ampliamento quasi completato. In premessa però le chiedo di esercitare da subito la possibilità di delega della presidenza (sono sicuro che ci avrà già pensato) per restituire indipendenza culturale e autonomia gestionale a un'istituzione museale che da oltre un anno sembra averla del tutto persa. Anche per il Centro Pecci è ben più importante il suo impegno di sindaco perché è solo in questo ruolo che potrà risolvere i veri problemi che fino a questo momento hanno impedito la continuità di sviluppo del museo, relegandolo, nonostante le straordinarie mostre che ha saputo produrre, a una storia alternata tra luci e ombre. Da sempre sono problemi legati alla mobilità, resta difficile da raggiungere con i mezzi pubblici soprattutto da fuori città; sono questioni che riguardano l'assenza di una cultura turistica e di accoglienza (fino a poco tempo era impossibile pranzare al ristorante di domenica) che dovrebbero fare della città di Prato una meta ospitale da cui poi visitare anche il resto della nostra bella regione, e non il contrario. È il non aver voluto scommettere soprattutto in questi ultimi anni sul museo anche come luogo di ricerca per sviluppare insieme alle forze produttive a lui più o meno vicine una creazione di conoscenza e di lavoro in molti nuovi settori di questa nostra società 2.0. E di possibilità in questa direzione ne avevo raccolte molte soprattutto fuori città. Tutte problematiche che se risolte, oltre a favorire il Centro portano anche una migliore qualità della vita a tutti i cittadini. Infine una questione interna al museo, forse la più spinosa ma che andrebbe affrontata proprio per impedire che il futuro non continui nel solco del passato. Si tratta della questione della governance con tutte le ricadute che poi questo modello di governo ha sulla vita quotidiana del museo. Per quanto 25 anni fa il modello associativo adottato sia stato innovativo nel panorama nazionale, oggi questo appare poco agevole e non funzionale per molti motivi. In questa sede mi limiterò a pochi: la concentrazione di ogni decisione al consiglio direttivo e non ai direttori, artistico e amministrativo, che così sono privi di piena autonomia come il loro ruolo invece richiederebbe; il numero dei consiglieri ad oggi sproporzionato nel numero di sei, così come disarmonica è la loro rappresentanza soprattutto in riferimento alle quote versate; l'essere associazione solo sulla carta nonostante i ripetuti tentativi di rianimarla. Credo che il cambio di statuto sia la vera sfida da affrontare, insieme ai temi prima menzionati, ben prima di immaginare ogni possibile inaugurazione onde evitare un nuovo e non più recuperabile inizio di cammino zoppo. Chi l'ha preceduta non ha voluto affrontare questi problemi, spero che lei lo voglia fare e proprio da sindaco. Se poi decide di andare in questa direzione, forse sono inutili anche le nove lettere di licenziamento ad altrettanti ex colleghi. Con i migliori auguri per il suo lavoro e di un prospero futuro per la città, i più cordiali saluti. Marco Bazzini (Marco Bazzini è stato direttore artistico del Centro Pecci dal 2007 al 2013; attualemente è presidente dell'Isia Design Firenze)
"Centro Pecci, così può diventare una risorsa". L'ex direttore Bazzini scrive al sindaco
Il direttore artistico del Centro Pecci, Marco Bazzini, scrive una lettera aperta al sindaco di Prato, esprimendo le sue preoccupazioni e le sue richieste per il futuro del museo e della città. Bazzini, che ha diretto il museo per sei anni, critica il fatto che il museo sia stato relegato a una storia alternata tra luci e ombre, a causa di problemi legati alla mobilità, alla cultura turistica e all'assenza di una cultura di accoglienza. Inoltre, critica il modello di governance del museo, che secondo lui è poco agevole e non funzionale.
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