IL MOVIMENTO Cinque stelle annuncia una nuova battaglia d'aula per fermare il rischio di un nuovo maxi condono edilizio in aree sottoposte a vincolo idrogeologico e paesaggistico: dopo che "Repubblica" ha raccontato che gli uffici di Palazzo delle Aquile hanno accolto la posizione del Consiglio di giustizia amministrativa dando il via libera al riesame di 80 pratiche di sanatorie bocciate perché in zone vincolate (ma anche all'esame di 50 nuove istanze), il deputato Giampiero Trizzino ha annunciato che ripresenterà il disegno di legge già portato in aula nei mesi scorsi e poi accantonato dopo il rimpasto di giunta. «La politica regionale si deve pronunciare dice Trizzino il disegno di legge chiarisce una volta e per sempre l'interpretazione del condono edilizio del 2003, ancorandolo al dato nazionale, ovvero: la sanatoria non si estende alle aree sulle quali insiste un vicolo relativo». Sul caso interviene pure il vice presidente del Consiglio comunale Nadia Spallitta, Mov 139: «Un parere del Cga su un ricorso straordinario che riguarda un paese della Provincia di Catania non è né obbligatorio né vincolante per il Comune di Palermo dice in una città con decine di lottizzazioni abusive e migliaia di costruzioni illecite, ritengo inopportuno un atteggiamento premiale rispetto a chi negli anni ha costruito in aree con vincoli». A febbraio il Consiglio ha votato un ordine del giorno per chiedere al Comune di riesaminare le pratiche bocciate: «Non c'è nessun maxi condono alle porte dice Pierpaolo La Commare, Mov 139, vice presidente della commissione Urbanistica le pratiche verranno riesaminate e sottoposte al vaglio dell'ente che ha apposto il vincolo secondo un principio di corresponsabilizzazione. Così ci impone di fare la Regione. Il nostro ordine del giorno voleva solo evitare il rischio di una valanga di ricorsi che, al momento, ci vedrebbero soccombere». sa. s.