«L'IPOTESI dei matrimoni civili al Colosseo è totalmente infondata». A smentire le voci circolate nei giorni scorsi e le dichiarazioni del collega Fabrizio Panecaldo, che volevano l'Anfiteatro Flavio fra i nuovi papabili siti per il fatidico "sì", è Rita Paris, consigliera della Lista civica Marino e fra i firmatari della stessa delibera "Sposarsi a Roma", appena approvata dall'assemblea capitolina. «La proposta di iniziativa consiliare sulla possibilità di celebrare matrimoni civili anche in luoghi diversi dalla Casa Comunale prevede che il rito possa essere officiato in altre strutture comunali o private. Di strutture statali, come l'Anfiteatro Flavio, non si parla proprio» spiega Paris. «È evidente che la notizia circolata sulla possibilità di celebrare matrimoni al Colosseo è priva di ogni fondamento, sia perché il Colosseo è di competenza dello Stato, con parere vincolante del Ministero dei Beni culturali, sia per la sua unicità di patrimonio non solo romano ma universale che ne esclude un utilizzo simile». Del resto, giovedì, era stato lo stesso ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, a definire l'idea degli sposini nell'arena dei gladiatori «molto stravagante » e «kitsch», palesando come l'ipotesi di un via libera da parte del Mibact fosse remotissima. Almeno quanto quella di un ok da parte della Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma, che dal Mibact dipende, e che da sempre ha cercato di difendere le aree archeologiche da adunate di massa e eventi incompatibili con i monumenti. «La delibera, che ora deve essere valutata dalle commissioni Statuto e Cultura, prima di essere approvata in giunta, vuole creare opportunità di valorizzazione anche luoghi decentrati spiega Paris Ma per ora questi luoghi non sono stati definiti». Il testo prevede, infatti, che "entro 60 giorni" dall'approvazione "con delibera di giunta (...) vengano elaborate le linee guida per un avviso pubblico atto all'individuazione dei luoghi in cui celebrare matrimoni". Insomma, l'elenco è ancora tutto da scrivere. Fra le indiscrezioni, erano apparse anche location sull'Appia Antica, ma precisa Paris, che dell'area è responsabile per la Soprintendenza «si trattava di ville private, non direi mai sì per aree archeologiche o monumenti». «È opportuno e necessario conclude quindi la consigliera dare una informazione corretta sulle attività dell'Assemblea capitolina, per evitare fughe in avanti con la diffusione di notizie fuorvianti che finiscono per far passare in secondo piano gli aspetti positivi della proposta». ( s. g.)
"Colosseo e Appia antica no alle location per matrimoni" Lo stop dell'archeologa Paris
La delibera dell'Assemblea capitolina "Sposarsi a Roma" prevede la possibilità di celebrare matrimoni civili in luoghi diversi dalla Casa Comunale, come strutture comunali o private. La proposta è stata avanzata dalla consigliera Rita Paris, che ha spiegato che il Colosseo non è un luogo adatto per celebrare matrimoni, poiché è di competenza dello Stato e ha un patrimonio unico e universale che ne esclude l'uso. Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha definito l'idea degli sposini nell'arena dei gladiatori come "stravagante e kitsch". La delibera deve essere valutata dalle commissioni Statuto e Cultura prima di essere approvata in giunta.
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