AXUM Ieri mattina c'era perfino la banda, uniforme rossa, bottoni dorati e gli ottoni tirati a lucido, ad accogliere il terzo troncone dell'obelisco in arrivo da Roma. E poi, a sorpresa, a dieci minuti dall'atterraggio del gigantesco Antonov decollato da Pratica di Mare, è arrivato ad Axum anche Melles Zenawi, primo ministro dell'Etiopia e uomo forte del Paese. Il presidente della Repubblica, Girma Wolde Giorgis, e il patriarca della Chiesa ortodossa, Abuna (che sta per «vescovo») Paulos, erano arrivati il giorno precedente, la domenica delle Palme per i cristiani di rito etiopico. Axum per loro è la città santa, quello che è Roma per i cattolici e La Mecca per i musulmani. Così nell'antica capitale della regina di Saba si sono riversate centinaia di pellegrini che alla mattina hanno commemorato mestamente l'inizio della settimana santa e dal pomeriggio si sono messi a festeggiare il ritorno della stele trafugata dalle truppe fasciste nel 1937. Feste, canti e balli sono andati avanti, tra fiumi di birra, fino a poco prima dell'alba, quando la gente si è diretta verso l'aeroporto. C'è voluta la determinazione dei servizi d'ordine etiopici per impedire risse con chi insisteva per passare dal cancello d'entrata dello scalo. Quando l'aereo con il troncone dell' obelisco è atterrato, alle 6 e 24, chi era riuscito a entrare, perché autorizzato o perché sgattaiolato tra le maglie dei servizi di sicurezza, si è esibito in un frenetico applauso. La banda poi, sfuggita probabilmente al controllo del maestro, ha cominciato a suonare, mescolando i suoni con quelli degli strumenti tradizionali che ritmavano i balli di donne in costume. Insomma, nel giubilo generale, il programma di accoglienza è stato sconvolto. Travolto dalla gente perfino Melles Zenawi (solitamente abbastanza attento alle procedure di sicurezza: i suoi nemici eritrei sarebbero entusiasti nel vederlo morto), raggiante in volto e sorridènte. Ha voluto lui stesso entrare nella stiva dell'Antonov per controllare il carico: «Bello davvero», ha mormorato toccando il granito, quasi per accertarsi che non si trattasse di uno scherzo. Gli è poi stato chiesto dal Corriere cosa pensasse del fatto che l'obelisco, trafugato dall'esercito di Mussolini, venisse restituito all' Etiopia proprio il 25 aprile, giorno che per l'Italia segna la liberazione dal nazifascismo: «Un'occasione per celebrare assieme questa coincidenza. Anche in Etiopia il 25 aprile sarà festa nazionale ha commentato il primo ministro . Ringrazio il vostro premier Berlusconi per aver mantenuto la parola presa. Il posto dell'obelisco è qui. Ma non scordiamoci che questa stele appartiene all'umanità intera». Nella stiva sono saliti anche il presidente Girma Wode Giorgis, e Abuna Paulos, compiaciuti che il carico fosse giunto a destinazione intatto e pronto per essere portato nel sito dove 66 obelischi (un po' meno belli, a dire il vero) lo aspettano da 68 anni. Momenti di tensione quando tutti, autorità, giornalisti, ospiti e imbucati, hanno tentato di entrare nella pancia dell'aereo. Le operazioni di scarico sono durate quasi tre ore, durante le quali i festeggiamenti si sono trasferiti in un palco appositamente allestito all'ingresso di Axum. Ballerini e musicisti e, alla fine, i discorsi delle autorità. Particolarmente apprezzato quello dell'ambasciatore della «Repubblica democratica d'Italia», come è stato presentato, Guido La Tella, che, davanti alle telecamere, ha firmato, assieme alla sua controparte, il ministro della Cultura, Toshome Toga, il documento di consegna della stele all'Etiopia. Interrotto più volte dagli applausi, il diplomatico ha fatto notare come l'Italia, oltre a restituire l'obelisco, ha cancellato il 100 per cento dei debiti dell'Etiopia (360 milioni di euro) e ha approvato un finanziamento di cooperazione per la costruzione della diga di Gilgel Gibe (220 milioni di euro). La Tella ha poi concluso: «La stele ora ha assunto anche un altro significato: rappresenta l'amicizia eterna tra l'Etiopia e l'Italia». «Viva l'Italia, viva l'Etiopia», gli ha risposto compiaciuta la folla battendo le mani. Subito dopo è partito il corteo con i tre camion e i pezzi di stele sul pianale. Velocità: passo d'uomo, per evitare danni provocati dalle vibrazioni. I tre tronconi sono stati parcheggiati provvisoriamente davanti al parco degli obelischi. Quanto resteranno lì? Gli esperti dell'Unesco assicurano che alla fine dell'anno l'operazione di assemblaggio sarà completata. Ma molti avanzano dubbi. Staremo a vedere.
Birra, canti e danze per l'obelisco ad Axum
Ieri mattina a Axum, in Etiopia, è arrivato il terzo troncone dell'obelisco trafugato dalle truppe fasciste nel 1937. Il troncone è stato portato dall'Antonov decollato da Pratica di Mare. Il presidente della Repubblica, Girma Wolde Giorgis, e il patriarca della Chiesa ortodossa, Abuna Paulos, erano già arrivati a Axum per la settimana santa. La stele è stata restituita all'Etiopia il 25 aprile, giorno della liberazione dall'occupazione nazifascista.
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