«Il territorio deve tornare ai cittadini». Parla il giurista Paolo Maddalena che per la giunta De Magistris promuove il recupero delle proprietà private abbandonate. «Esiste un solo bene comune: si chiama territorio». Paolo Maddalena, giurista e vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, non ha dubbi: la proprietà collettiva viene prima di quella privata. E si può già passare dalle parole ai fatti. Come a Napoli dove ha ispirato due delibere, anzi "una grande bomba", come le definisce, contro le proprietà private parassitarie. Dopo una vita passata a studiare diritto romano e diritto ambientale, Maddalena è più che mai determinato a far conoscere i principi costituzionali che fondano il rapporto tra sovranità popolare e territorio. «Il ventennio berlusconiano ha preparato tutto affinché noi perdessimo il territorio, non potevo tollerare questa situazione», dice. Da qui una incessante attività di denuncia e di divulgazione di conoscenze giuridiche in tema di ambiente che, ammette, «si insegnano poco alle università». Nell'ultimo anno Maddalena è intervenuto spesso al Teatro Valle occupato, con Stefano Rodotà e Ugo Mattei, i giuristi della Commissione che nel 2006 elaborò un disegno di legge delega sui beni pubblici, poi finito in un cassetto. Così come si è schierato contro il consumo del suolo accanto agli ambientalisti e agli urbanisti più sensibili. L'ultima fatica è il saggio Il territorio bene comune degli italiani (Donzelli), prefazione di Salvatore Settis. Professor Maddalena, i beni comuni sono un'utopia o una realtà? Quello dei beni comuni è un tema che in un certo senso mi ha tormentato. Se n'era già occupata la commissione Rodotà che, però, è partita da posizioni civilistiche, non tenendo conto che il codice civile è del 1942, cioè ha dietro di sé lo Statuto Albertino e quindi la cultura borghese. Insomma, dal codice non si ricava la definizione dei beni comuni che noi vogliamo. E allora ho fatto un'analisi approfondita nella storia a partire da Roma, per individuare soprattutto cosa aveva spezzato il rapporto tra territorio e sovranità popolare. Un rapporto sempre esistito, sia nel periodo romano sia in quello medievale. Dalla storia impariamo molto: il dato fondamentale è che esiste un solo bene comune che si chiama territorio il quale viene "ceduto" in parte a privati attraverso una manifestazione di volontà del popolo stesso, cioè attraverso le leggi. Il resto dell'articolo sabato con l'Unità e il resto della settimana