Qualcuno forse storcerà il naso vedendo la copertina del prossimo numero di left. Quel «la proprietà privata è un furto» scritto a caratteri cubitali in effetti può suonare come una civetteria un po' retrò se non si nota subito la piccola foto sottostante. Non ritrae Pierre-Joseph Proudhon, ma Paolo Maddalena. Un vicepresidente emerito della Corte costituzionale, non un filosofo anarchico. Il citare quella frase «antica» - e tanto apprezzata da Karl Marx - ci è parso un modo efficace per comunicare un'idea vecchissima e nuovissima allo stesso tempo: che la sacrosanta proprietà privata deve incontrare dei limiti. E che di conseguenza - come dice la Costituzione - la proprietà pubblica e collettiva del territorio prevale su tutto il resto. Un'ovvietà, per certi aspetti. Ma una ovvietà largamente disapplicata. Al punto tale che Paolo Maddalena - uno storico del diritto che ricava la prevalenza della proprietà pubblica dalla tradizione romanistica - definisce «una bomba» la delibera (da lui ispirata) del comune di Napoli che prevede che un terreno abbandonato torni alla collettività se entro 150 giorni dalla ricezione di una specifica diffida, il proprietario non risponde. Ma il tema dei «beni comuni» - così si chiama - non è materia esclusiva di giuristi e amministratori. Come raccontano Paolo Berdini e Paolo Cacciari è un mondo di associazioni e gruppi di cittadini. Un pacifico movimento rivoluzionario che ha le sue date storiche (il «referendum per l'acqua» del giugno 2011) e il suo Pantheon di ideologi e ispiratori. Oltre a Paolo Maddalena, Stefano Rodotà, Salvatore Settis, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei. La domanda che left lancia in questo numero è se da questo movimento potrà nascere qualcosa di più: un'organizzazione, un partito. Che, tra l'altro, sarebbe anche molto democratico. L'analisi del voto alle Europee è di Andrea Ranieri il quale risponde alla domanda: e ora la sinistra cosa deve fare? La stessa domanda che abbiamo posto a Pippo Civati e agli europarlamentari della Lista Tsipras. Ranieri sottolinea che il successo elettorale affida al Partito democratico l'arduo compito di essere l'elemento centrale di un processo di rigenerazione del malconcio Partito socialista europeo. «Ma ripensare a una politica del Mediterraneo e dell'Europa - scrive Ranieri - è difficile se non si apre un discorso con quella variegata - qualcuno di ostina a chiamarla "radicale" ma è verde, laburista, antiautoritaria - che ha ritrovato un queste elezioni una positiva unità». E, forse, il modo per consolidare il risultato elettorale è anche aprire un canale che metta in comunicazione le istituzioni della politica con le decine di migliaia di cittadini che già lavorano per migliorare e difendere le cose che appartengono a tutti.
La proprietà privata è un furto
Il prossimo numero di "left" esplora il tema della proprietà privata e della sua relazione con la proprietà pubblica e collettiva. L'articolo cita la frase di Paolo Maddalena, un vicepresidente emerito della Corte costituzionale, che sostiene che la proprietà privata deve incontrare dei limiti. L'autore del testo sostiene che il tema dei beni comuni è un'ovvietà largamente disapplicata. L'articolo racconta anche del movimento dei beni comuni, che ha le sue date storiche e il suo Pantheon di ideologi e ispiratori. L'autore del testo chiede se questo movimento potrà nascere qualcosa di più, come un'organizzazione o un partito.
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