SARÀ in realtà la Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma a dove dare il lascia passare alle coppie di sposi accompagnate dal sindaco con la fascia tricolore. Ma quel «kitsch» del ministro ha tutto il sapore di un «qui non si passa». Il braccio di ferro tra Comune e Stato su l'uso dell'area archeologica centrale è di vecchia data e risale alle precedenti amministrazioni. Con il Colosseo diviso tra Soprintendenza (che gestisce il monumento) e Campidoglio (responsabile della piazza) a entrare in rotta di collisione per ogni manifestazione all'aperto. Comprese le radunate oceaniche al Circo Massimo i cui «no» costantemente espressi dalla Soprintendenza vengono regolarmente aggirati dal Campidoglio (vedi il concerto dei Rolling Stones atteso per il 22 giugno). È probabile però che il pd Fabrizio Panecaldo, firmatario della delibera 342014 "Sposarsi a Roma", approvata dall'assemblea capitolina con 25 voti favorevoli, 4 astenuti e 2 contrari, non si farà spaventare dall'alt del ministro. Sono del resto molti altri gli altari laici che si possono affittare per rimpinguare le esangui casse capitoline. E già nel tempietto di Caracalla, proprio lungo la passeggiata archeologica, si celebrano da anni le rapidissime cerimonie laiche. E poi nell'elenco delle future location matrimoniali ci sono anche spazi come lo Stadio Olimpico e villa Borghese sui quali lo Stato non ha una possibilità di veto. Ora la giunta capitolina ha 60 giorni di tempo per preparare il regolamento che permetterà di accreditarsi per nuovi, suggestivi altari capitolini. Ma non all'ombra del Colosseo.
Le nozze al Colosseo Il ministro: "Idea kitsch"
La Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma ha espresso il desiderio di non permettere alle coppie di sposi di celebrare le loro nozze all'interno dell'area archeologica centrale, compresa la piazza del Colosseo. Il ministro ha espresso un'opinione contraria, che è stata descritta come "qui non si passa". La giunta capitolina ha 60 giorni per preparare un regolamento che permetta alle coppie di sposi di celebrare le loro nozze in altri luoghi, come il tempio di Caracalla o lo Stadio Olimpico. La Soprintendenza ha già espresso il desiderio di non permettere alle coppie di sposi di celebrare le loro nozze all'interno dell'area archeologica centrale.
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