La pulizia non autorizzata dello scavo ARCHEOLOGICo sulla collina storica, continua a far parlare di sè. Si resta divisi su quanto accaduto domenica scorsa. Se da una parte si loda l'iniziativa dei volontari, giovani paternesi con tanta voglia di lavorare per la città, colmando le lacune lasciate dalle istituzioni, dall'altra non si comprende come si sia potuto operare all'interno di un bene monumentale della città senza alcuna autorizzazione. Al Comune non c'è traccia di alcuna richiesta e lo stesso dicasi per la Sovrintendenza ai Beni culturali di Catania. Intanto da Internet, la pagina indicata httparcadiapaterno. altervista. org, non è più raggiungibile. Il gruppo autore della pulizia è praticamente scomparso, forse intimorito da quanto accaduto. Sott'accusa, lo si evidenzia, non vi è la loro buona volontà, ma l'agire in barba ad ogni regola. E la questione avrà strascichi sicuramente in Consiglio comunale. «Approfondiremo quanto accaduto - evidenzia il consigliere Vito Rau, della commissione consiliare alla cultura - purtroppo quanto accaduto sulla collina è il risultato di un'Amministrazione che non dà risposte, con la gente che si sente in diritto di bypassare le istituzioni. Non è la prima volta che accade, vedasi quanto avvenuto all'interno della biblioteca, con giovani scout "assoldati" per picconare i muri esterni. Mi domando se succedesse qualcosa di grave, chi ne risponde - continua Rau - le istituzioni deve svolgere il loro ruolo; il volontariato non può sostituirsi a loro». Un fatto resta positivo. Lo scavo, dopo anni di appelli e richieste, è stato finalmente pulito e richiuso. Opera di giovani che mostrano l'altra faccia della medaglia, rispetto a quanti, mettendo in mostra l'idiozia, lo scavo l'avevano ridotto ad una pattumiera. M. S. 29052014