Genova. Le centrali eoliche nel mirino del ministero dei Beni culturali. L'ex responsabile del dicastero, Giuliano Urbani, poco prima di lasciare l'incarico ha diramato una circolare agli uffici con la quale lancia l'allarme sui rischi che una diffusione indiscriminata di questo tipo di impianti potrebbe avere sul paesaggio. In sostanza Urbani chiede una maggiore pianificazione di queste centrali e un attento controllo del territorio prima di procedere alla realizzazione dei "mulini a vento", «Le centrali eoliche, spiega la nota ministeriale, composte di decine di torri alte oltre cinquanta metri e collocate per di più su crinali montuosi, costituiscono, con le relative infrastrutture viarie e di servizio, interventi di grande impatto visivo capaci di cambiare radicalmente il panorama di intere località e di alterare in modo profondo aree sinora intatte». L'ex ministro Urbani nell'elencare i rischi ambientali pone l'accento sulla necessità di un'adeguata pianificazione preventiva che consenta di governare il fenomeno, anche in sede di valutazione ambientale strategica. In Liguria le centrali eoliche sono state realizzate o sono in fase di avanzato progetto nelle province di Savona e La Spezia. Sulle alture di Varese Ligure, nello Spezzino, i mulini a vento producono energia pulita per circa ottomila famiglie. Ai due impianti funzionanti se ne dovrebbero presto aggiungere altri due. Ancora in fase di studio e progetto la centrale eolica di Calice al Cornoviglio. Anche nell'entroterra di Savona si produce energia sfruttando il vento. La zona è particolarmente adatta a questi impianti che dovrebbero essere potenziati. La direttiva del ministro Urbani spiazza non poco i fautori dell'eolico. «Sono impiantì puliti, non inquinano, sono energie rinnovabili. E secondo me sono anche bellissimi. Infatti vengono a vederli moltissime scuole, che arrivano anche da lontano». Maurizio Caranza, vice-sindaco di Varese Ligure, non condivide gli attacchi all'eolico. Il Comune, insieme all'Acam - del quale è azionista, - ha in funzione due impianti da quattro anni: produce quattro milioni di kilowatt l'anno, e serve 8.000 famiglie. Ha un progetto di raddoppio, sempre nella stessa zona, località Cappelletto di Centocroci, sotto il Monte Gottero: e un "braccio di ferro" con Italia Nostra, sezione della Spezia. Il progetto aveva già ricevuto le debite autorizzazioni, quando l'associazione ha fatto ricorso al Tar della Liguria, e ne ha ottenuto la sospensione: ora il Comune, insieme all'Acam, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, e intende andare avanti. «Italia Nostra dice che l'eolico è brutto - spiega Caranza - io dico che molto più brutto è lo smog che ammorba le nostre città. Hanno mai fatto una fotografia alle polveri fini? Sono peggio delle pale dell'eolico. Il comune di Varese Ligure ha avuto la certificazione europea energetica, perché ha una politica ambientale pulita: fotovoltaico, eolico, e presto anche idroelettrico rinnovabile. E' stato premiato anche perché da solo riduce dello 0,05 il totale delle emissioni di anidride carbonica di tutta la Liguria. Credo che questo dovrebbe far tacere chi accusa le nostre pale di essere brutte. La salute dovrebbe venire prima di tutto il resto». Nella provincia spezzina,.ci sono altri luoghi interessati all'eolico. Uno è Calice al Cornoviglio, sempre in val di Vara: la nuova giunta, guidata dal sindaco Alberto Battilani, intende però ridimensionare il progetto ereditato dalla amministrazione precedente. «Si pensava ad un impianto di massicce dimensioni, con trentadue pale fra Calice, Zeri e Rocchetta Vara - spiega Battilani - sono numeri troppo alti, secondo noi. Inoltre si pensava ad un impianto su crinale, e questo non ci va bene: l'impatto appare eccessivo, optiamo per una collocazione di tipo diverso, meno impattante. L'eolico non ci dispiace, come energia rinnovabile, perché è pulita, ma è un tema che va trattato con cautela, perché non crei contro indicazioni ambientali. Diciamo che stiamo ragionando, ma per adesso non c'è niente di deciso, perché ripartiamo daccapo: ma l'argomento ci interessa».
Troppe centrali eoliche un rischio per l'ambiente
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha lanciato un allarme sui rischi che le centrali eoliche potrebbero avere sul paesaggio. Ha richiesto una maggiore pianificazione e controllo del territorio prima di realizzare questi impianti. Le centrali eoliche, con le loro torri alte oltre cinquanta metri, possono cambiare radicalmente il panorama di intere località e alterare aree sinora intatte. In Liguria, le centrali eoliche sono state realizzate o sono in fase di progetto nelle province di Savona e La Spezia. Il comune di Varese Ligure ha avuto la certificazione europea energetica e ha ridotto le emissioni di anidride carbonica della Liguria.
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