«La pubblicità sui palazzi? Una truffa. Centurioni, camion bar, abusivi: in questa città non cambierà mai nulla» «La parte pregiata della città versa in condizioni indecenti. La rissa dell'altro giorno tra centurioni non è che un aspetto marginale. Il cuore di Roma è preda del degrado». È un durassimo attacco alle condizioni della città e dei suoi monumenti più pregiati, quello lanciato dal Sovrintendente archeologico Adriano La Regina. Pubblicità truffa sui palazzi, abusivi, camion bar davanti a «gioielli» come il Pantheon e piazza Navona: è un vero e proprio grido di dolore quello del Sovrintendente. «Ho molto apprezzato l'impegno di questa giunta, del sindaco Veltroni, che ha lanciato una vera offensiva contro cartelloni e manifesti abusivi, ma le norme offrono tutela solo a chi compie abusi, ai prepotenti e agli incivili». E ancora: «Ho chiesto più volte un intervento all'assessore Ferraro, ma evidentemente la signora ha altro di cui occuparsi». «Pubblicità, abusivi, camion bar: i mali del Centro» Il Sovrintendente La Regina: i mega manifesti sono truffe, zone inestimabili vengono abbandonate. «La parte pregiata della città versa in condizioni indecenti. La rissa dell'altro giorno tra centurioni non è che un aspetto marginale. Il cuore di Roma è preda del degrado». Degrado? «Zone che dovrebbero "essere trattate come gioielli ridotte a porcili». Porcili, ma non starà esagerando? «No, non esagero: porcili. Una situazione insopportabile. Crimini morali sicuramente, forse anche con risvolti d'altro genere». Adriano La Regina è il sovrintendente ai Beni archeologici: un incarico che, nel caso di Roma, vuoi dire impegno quotidiano per tutelare un bene immenso, un tesoro ammirato (e invidiato) in ogni parte del mondo. La Regina lo ricopre dal 1976: in questi anni,spesso ha detto «No», ha bocciato progetti, rallentandone altri. Rutelli, quand'era sindaco, nel 1998, chiese la sua testa all'allora ministro dei Beni culturali Walter Veltroni,«perché vuole paralizzare 16 progetti essenziali per lo sviluppo della città». Lui, ha sempre risposto che «se la costruzione di un garage deve distruggere un monumento, io non ci sto, e se posso lo fermo».Oggi, parla con l'impeto di chi quasi non ha bisogno delle domande,perché spiega non ha più spazio per la sopportazione. Professore, ha usato la parola "crimini". Esattamente di cosa sta parlando? «La pubblicità sui palazzi, ad esempio. A Piazza Navona, per cominciare. Anni di manifesti pubblicitari che infestano quella bellezza straordinaria. In cambio di restauri, dicono». Sì: con i soldi incassati dalla pubblicità si restaurano le facciate dei palazzi... «Guardi, a mio giudizio sono truffe. Lo dico perché i manifesti restano affissi per anni, e le facciate dei palazzi restano le stesse. Ma se anche fossero eseguiti i lavori: quanto ci vuole per restaurare un palazzo, due anni? La realtà è che sono operazioni fatte per lucrare. Da quando la giunta precedente, con l'assessore Claudio Minelli, ha varato quel maledetto regolamento, il cuore di questa città è tappezzato di cartelloni». Quel regolamento permette di... «Lucrare. E rende impossibile il controllo sugli abusi. E poi il discorso è molto più ampio, non riguarda solo I manifesti». Quali altri aspetti? «Dai centurioni ai venditori abusivi, ai camion bar, alle piazze diventate invisibili, oscurate dagli ombrelloni dei bar, invase dai tavolini...». Possiamo fare degli esempi? «Quanti ne vuole. Un giorno entri in piazza del Pantheon da una delle vie laterali: chiunque può farlo e rendersi conto del fatto che la piazza non si vede più, ci solo ombrelloni». Poi? «Ad esempio, un altro spazio meraviglioso, piazza Navona: da anni l'immagine è deturpata. Deturpata, lo ripeto. Hanno deciso il rifacimento, hanno stabilito di togliere i marciapiedi, e dicono sia per riportarla allo splendore dell'Ottocento. Ma figuriamoci: lo fanno per fare spazio ai tavolini dei bar. Ecco: io apprezzo ciò che è stato fatto contro il traffico di Roma, ma credo sia mutile liberare le strade dalle auto se poi le lasciamo invadere da pubblicità,dai tavolini e dagli ombrelloni». Pubblicità sui palazzi e tavolini selvaggi: altri esempi di degrado? «Uno per tutti: manifesti e cartelloni abusivi. Ho molto apprezzato l'impegno di questa giunta, del sindaco Veltroni, che ha lanciato una vera offensiva, ma il punto è un altro...» Quale? «I risultati. A lei sembra che ci siano meno cartelloni? La verità è un'altra: le norme offrono tutela solo a chi compie abusi, ai prepotenti e agli incivili». Professore, «protezione solo a chi compie abusi»; ma non le sembra di esagerare? «Guardi, le dico la verità: non solo confermo quanto ho detto, ma ho anche la certezza che in questa città non cambierà nulla». Lei ha senza dubbio una grande esperienza di come vanno le cose in questa città: davvero tutto è destinato a non cambiare? «Certamente niente migliorerà. Anzi, se possibile la situazione peggiorerà ancora. Sa, ormai sono abituato...». A cosa, è abituato? «A chiedere rispetto per zone meravigliose, e a non essere ascoltato». A chi chiede cosa? «Per cominciare, all'assessore alla Sicurezza del comune, Liliana Ferraro. Le ho chiesto personalmente e più volte un intervento: evidentemente, però, non c'è né la volontà, né la giusta considerazione per queste zone della città. La signora avrà altro di cui occuparsi, non discuto, dice di avere altre priorità, cose più urgenti, che questi sono aspetti irrilevanti, però...». Però? «Però, ad esempio al Colosseo, è stato superato qualsiasi limite tollerabile. Turisti molestati, minacciati dai centurioni, venditori di ogni tipo di prodotti, anche di tappeti, commercianti ambulanti con l'autorizzazione per una zona che si spostano in altre. Io capisco alcune esigenze, ma il limite della buona educazione non deve essere superato. Ci rispondono che sono stati eseguiti sequestri, migliaia di multe, ma poi le cose non cambiano e, in fondo,nessuno si assume responsabilità». Chi e che non si assume responsabilità? «Dico solo che alcune decisioni si prendono su opportunità d'altro genere, che non corrispondono a quelle della buona amministrazione». Ma secondo lei, allora, cosa si potrebbe fare? «Ora, non spetta a me decidere cosa fare. Io ricordo solo che tra i tanti errori commessi durante il Giubileo, un provvedimento aveva prodotto risultati. Una novità semplice ed efficace,che aveva prodotto sensibili miglioramenti: una pattuglia dei vigili urbani in servizio costante al Colosseo. È bastata quella, una sorveglianza fissa, e i risultati si sono visti. Poi, una volta passato l'anno del Giubileo, quella pattuglia l'hanno tolta. E tutto è tornato com'era. Ecco: sembrano aspetti marginali, forse, ma gli effetti sono devastanti». Effetti di che tipo? «Di natura economica, anche, perché conseguenze terribili si ripercuotono anche sul turismo». A questo punto, professore, cosa si augura? «Purtroppo non che le cose migliorino, come ho già detto. Magari, spero che ciò che ho detto venga interpretato per ciò che è: uno sfogo, perché la situazione ormai è intollerabile». VITA DI UN PROTAGONISTA. LE ORIGINI Adriano La Regina è nato a Napoli nel 1937. Vive a Roma dal 1976. GLI STUDI Si è laureato in Archeologia all'università La Sapienza. Il suo primo impegno come docente è stato l'insegnamento di «Topografia dell'Italia antica» nell'università di Perugia dal 1969 al l974. Si è poi trasferito a Padova come ordinario di Etruscologia e Antichità italiche. GLI INCARICHI II suo primo incarico come archeologo per il Ministero per i Beni Culturali risale al 1964, attività svolta a Chieti e Campobasso. Dal '76 Soprintendente ai Beni Archeologici di Roma. LE BATTAGLIE L'ultima, vinta, è stata quella ha portato a bloccare il sottopasso di Castel Sant'Angelo, previsto per il Giubileo, costringendo l'amministrazione a ripiegare sul «sottopassino».