Due anni fa, 20 maggio, tra Bassa Modenese e Alto Ferrarese, la prima scossa di un terremoto devastante e, si fa per dire, "inaspettato". Già nel 1570 fu duramente colpita Ferrara e l'evento aveva indotto l'architetto di corte Pirro Ligorio a scrivere un trattato su come migliorare la pessima qualità costruttiva degli edifici. Ora, e fino al 20 luglio, una mostra alla Triennale di Milano si rivolge al pubblico più eterogeneo, per formare una nuova cultura della prevenzione: "TERREFERME EMILIA 2012. Il patrimonio culturale oltre il sisma". Con la collaborazione di Telecom, le più aggiornate modalità multimediali e interattive, e il contributo di artisti, documentano la distruzione, ma anche la messa in sicurezza e il recupero di castelli, chiese, abbazie, archivi, quadrerie. Il tesoro poco conosciuto, eppur costitutivo dell'identità storico-artistica di piccoli centri come Cento, Pieve di Cento, Crevalcore, Mirandola, Concordia, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, o di ancor più piccole frazioni in campagna. In totale, 2.000 edifici tutelati danneggiati, e 1.289 i progetti; di cui il 75 ha ricevuto parere tecnico positivo per la ricostruzione. Pari dignità e diritti sono stati rivendicati all'inaugurazione proprio da Carla Di Francesco, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna. Artefice del progetto, il personale interno di questa istituzione offre un servizio di alto livello tecnico e creativo. E l'assessore Alfredo Peri ha segnalato la "sorpresa" della Comunità Europea per la puntuale rendicontazione dei 600 milioni di euro concessi alla regione (sul suo sito, si dà conto di ogni singolo euro donato). Altra affascinate novità su www.patrimonioculturale-er. it: il primo vero e proprio geo-database del patrimonio culturale emiliano-romagnolo, a partire dalle ferite da rimarginare. Una speciale caccia al tesoro, animata da un ragazzino, figlio della funzionaria Ilaria Di Cocco, che ha concepito il WebGIS per passane dall'emergenza alla manutenzione quotidiana. Non solo virtuale. La robustezza, anche fisica, degli abitanti di queste terre è incarnata da Massimiliano Righini, assessore di Finale Emilia, venuto ad offrire la Rocca, uno dei monumenti simbolo del terremoto, per ospitare in futuro stabilmente la mostra.
EMILIA ROMAGNA- Immagini di una rinascita: i tesori feriti della Bella Emilia
Il 20 maggio 2010, un terremoto devastante colpì la regione Emilia-Romagna, tra Bassa Modenese e Alto Ferrarese. La mostra "TERREFERME EMILIA 2012" alla Triennale di Milano documenta la distruzione e il recupero di edifici storici, come castelli, chiese e archivi. Il patrimonio culturale emiliano-romagnolo è stato gravemente danneggiato, con 2.000 edifici tutelati e 1.289 progetti di ricostruzione. La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Telecom e ha utilizzato le più aggiornate modalità multimediali e interattive.
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