AXUM. E' giunto ieri ad Axum, a bordo dell'Antonov 124-100 partito da Pratica di Mare (Roma), il terzo e ultimo troncone della stele di Axum, il più fragile, lungo 24 metri. Si è completata così la complessa operazione con cui lo Stato italiano ha restituito all'Etiopia l'obelisco che era stato portato a Roma dalle truppe di Mussolini nel 1937. Migliaia di etiopi in festa hanno accolto la cuspide dell'obelisco di Axum. L'Antonov 124 da trasporto, che aveva già riportato in Etiopia i primi due tronconi dell'obelisco, è atterrato all'aeroporto di Axum alle 6,30 ora locale. L'arrivo è stato mostrato in diretta dalla televisione di Addis Abeba. A salutare il ritorno in patria del monumento vi erano il presidente etiopico Girma Woldegeorgis, il primo ministro Meles Zenawi e il patriarca Paulos della Chiesa ortodossa. Il discorso principale è stato tenuto dal premier ed uomo forte etiopico, Meles Zenawi, che ha ringraziato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il suo governo, sostenendo che i ritardi con cui l'obelisco è tornato nel Paese africano non sono certo dovuti a lui e ai suoi ministri. Meles ha inoltre sottolineato come la stele sia il simbolo stesso dell'identità etiope. Dopo 68 anni quindi l'obelisco è di nuovo ad Axum, da cui fu portato via nel '37 dalle truppe di occupazione italiane in quattro pezzi che erano stati trovati riversi al suolo. Ora, però, occorreranno mesi perché venga reinstallato nel sito dal quale proviene, e dove, quasi certamente, non era stato mai eretto a causa delle dimensioni. La stele in pietra basaltica scura, un monumento funerario, è antica di circa 1.700 anni, è alta 24 metri e pesa 160 tonnellate. E' stata riportata in Etiopia in tre tronconi: un'operazione estremamente delicata poiché la pista di Axum, pur riattata ed allungata, non è lunga quanto prevedono i canoni per l'atterraggio dei giganteschi Antonov 100 che hanno effettuato il trasporto, oltre a sorgere ad oltre 2.100 metri di sul livello del mare, con conseguenti delicati problemi di rarefazione dell'aria. La stele, una tra le opere più contese dell'antichità, arrivò a Roma nel 1937 per espresso volere di Benito Mussolini, che la fece collocare in coincidenza con l'anniversario dei quindici anni della Marcia su Roma in piazza di Porta Capena. E lì rimase fino al 2003, quando fu smontata in tre tronconi e posta nel cortile della caserma di Ponte Galena, nei pressi dell'aeroporto di Fiumicino. L'obelisco, in pietra basaltica scura e a sezione rettangolare, è alto 24 metri e pesa circa 150 tonnellate. Fu costruito tra il primo e il quarto secolo d. C. da artigiani egizi e venne trovato dagli italiani nel '35, durante l'occupazione dell'Etiopia spezzato in tre tronconi, come al tre tantissime steli della città santa di Axum. Trasportarlo al porto di Massaua, distante 400 chilometri dal luogo originario, pei caricarlo sulla nave diretta per Napoli fu un'impresa senza precedenti durata due mesi, come testimonia la documentazione scritta e fotografica degli archeologi e degli ingegneri del regime fascista.
E' tornato in Etiopia l'obelisco di Axum: ora occorreranno mesi per rialzarlo
Ieri, il terzo e ultimo troncone della stele di Axum è arrivato ad Axum, in Etiopia, a bordo dell'Antonov 124-100. La stele, alta 24 metri e pesante 160 tonnellate, è stata restituita all'Etiopia dopo 68 anni di permanenza a Roma. L'operazione è stata effettuata con l'aiuto del governo italiano e ha richiesto mesi di pianificazione e preparazione. La stele è stata costruita tra il primo e il quarto secolo d.C. e fu trovata dagli italiani nel 1935, durante l'occupazione dell'Etiopia. È stata riportata in Etiopia in tre tronconi e ora dovrà essere reinstallata nel sito dal quale proviene.
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